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Home»Copertina»“Sentiero Cecchini”, per non dimenticare l’orrore dell’odio e della guerra
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“Sentiero Cecchini”, per non dimenticare l’orrore dell’odio e della guerra

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DICOMANO – Ora Dicomano ha il “Sentiero Cecchini”. Lo ha inaugurato il sindaco di Dicomano Stefano Passiatore, insieme al suo collega di Vicchio, Filippo Carlà Campa e all’assessore di Pontassieve Carlo Boni.

Quel tratto di strada era percorso dai componenti della famiglia Cecchini per recarsi in paese a Dicomano, dalla loro casa di Capraia, o, per i piccoli in età scolare, per poter frequentare la scuola di Celle posta nei locali della canonica della chiesa.

Queste abitudini furono brutalmente interrotte il pomeriggio dell’8 luglio 1944, quando una pattuglia tedesca, composta da una dozzina di soldati muniti di lanciafiamme, irruppe nella colonica dei Cecchini.

Il comune di Dicomano sin dalla fine del giugno 1944 era teatro di requisizioni e rastrellamenti tedeschi, nonché di attività di bande partigiane. Già ai primi di luglio, a seguito di uno scontro armato con i partigiani tra Monte e Santa Lucia vengono catturati come ostaggi 14 persone del luogo, poi rilasciate grazie all’intervento di don Mario Faggi pievano di Dicomano. Il 7 luglio 1944 a Contea quattro contadini vengono uccisi perché ritenuti fiancheggiatori dei partigiani. I militari tedeschi, venuti a conoscenza che una delle quattro vittime, Albino Cecchini, era fratello del partigiano Armando Cecchini ucciso in località Fungaia, decidono di recarsi presso l’abitazione del Cecchini in località Capraia, nella parrocchia di Celle.

 E senza pietà trucidano due donne e due bambini: la madre di Albino, Rosa Beverini Cecchini, di 59 anni, la moglie Maria Forasassi, 28 anni, il figlio Antonio, di soli tre mesi e una nipote, Roberta Bargellini, di 6 anni.

La casa viene in seguito incendiata e le salme dei familiari mantenute a lungo senza sepoltura per ordine del comando tedesco.

“Ancora oggi – ha commentato il sindaco Passiatore – i valori fondamentali della nostra democrazia stentano a diventare patrimonio condiviso e momenti come questo ci servono per trovare lo spunto per continuare nella ricerca di condivisione”.

©️ Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 10 luglio 2021

 

nazismo resistenza
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