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Home»Copertina»Il “teatro con l’altro” di Indaco ha di nuovo incantato Vicchio
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Il “teatro con l’altro” di Indaco ha di nuovo incantato Vicchio

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Il gruppo di Indaco sul palco del teatro Giotto
Il gruppo di Indaco sul palco del teatro Giotto

VICCHIO – È stato un grande successo quello di ieri, domenica 4 Maggio, al teatro Giotto di Vicchio, con il ritorno sulle scene degli attori del gruppo “Indaco, teatro con l’altro”. E sul palcoscenico, come da tradizione, hanno recitato insieme attori normodotati e altri con le proprie fragilità, di tipo fisico o mentale.

Lo spettacolo, dal titolo “Oh che bel castello!”, è stato ispirato ad un fatto storico: la resistenza nel 1529 del piccolo castello di Vicchio rimasto fedele alla Repubblica di Firenze. Il mese scorso gli attori di Indaco lo avevano messo in scena con una rappresentazione riservata ai loro familiari, ed i posti erano andati subito esauriti. E anche stavolta il pubblico ha finito in fretta le prenotazioni dei 150 posti disponibili nel piccolo teatro vicchiese.

“È stato emozionante e veramente molto bello – spiega Veronica Landi, diventata presidente dell’associazione Indaco dopo la morte della madre Tizia Lorini nel luglio del 2023 (articolo qui). Sono stati bravi, non è stata una recita, ma un vero e proprio spettacolo che è nato da un lungo lavoro di preparazione. Due anni fa – aggiunge – avevamo portato in scena un’antipazione, una pillola (articolo qui), adesso invece lo spettacolo intero”.

Com’è nato questo spettacolo?

“Tutto all’interno dell’associazione, dalla A alla Z. Lo abbiamo scritto, ideato e musicato, abbiamo pensato a costumi e scenografie. L’idea di questo spettacolo è nata prima del Covid: c’era la volontà di non fare pìù una favola ma una cosa vera, ci siamo documentati per capire il significato della storia. Che abbiamo integrato grazie anche ai contributi dei ragazzi, ad esempio tramite i loro disegni, che sono diventati le scene. È stato un lavoro lungo e non facile, che ci ha anche fatto vacillare, e invece alla fine l’impegno è stato premiato”.

Prima il covid, poi la malattia di tua mamma tiziana, è stato un periodo difficile

“Si, il progetto in questi anni ha rallentato, ma i ragazzi non si sono mai fermati, si sono sempre ritrovati per preparare il loro lavoro. Io, come figlia di Tiziana sono sempre stata coinvolta, ho sempre partecipato anche solo aiutandola a casa, ma sono sempre stata molto dietro le quinte, era il suo progetto.  Adesso sono la presidente, ma voglio sottolineare che siamo un’associazione con tanti volontari attivi, che tutti i mercoledì sono presenti. Si tratta di una quarantina di persone, alcune delle quali salgono sul palco e recitano, altri seguono altri aspetti, dal trucco alle scenografie, a mille altre cose”.

In questi anni il gruppo di ragazzi è rimasto lo stesso?

“Naturalmente è un po’ cambiato, c’è stato un ricambio generazionale, però tre di loro sono nel gruppo fin dall’inizio. Chi frequenta il gruppo, da poco o da tanto, è ben integrato, ci sono aspetti che vanno al di là del teatro, si festeggiano i compleanni, e ogni anno, ad esempio, andiamo tutti insieme un giorno al mare”

E cosa ha significato per voi il riconoscimento del Consiglio regionale (articolo qui)?

“È stato importante perché avevamo bisogno di ritrovare il contatto con il pubblico. In quell’occasione i ragazzi hanno dato vita ad una performance, che avevamo preparato a lungo, e questo ci ha dato una bella spinta. Poi sono importanti anche le esibizioni che facciamo in occasione della Fiera Calda a Vicchio, o i laboratori estivi che facciamo, sempre a Vicchio, sotto le logge, che sono un modo per aprire al mondo l’attività di questi ragazzi. Come, del resto, lo è il nostro teatro, che mette allo stesso livello i volontari – attori e gli attori che hanno delle fragilità. E ci unisce”.

© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 5 Maggio 2025

 

Indaco teatro con l'altro vicchio
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