BARBERINO DI MUGELLO – Un documentario, quello sulla figura e l’opera di Giuliano Vangi, proiettato in anteprima nazionale a Barberino di Mugello, nel teatro Corsini, davvero bello e significativo (articolo qui). Peccato solo non fosse presente il grande artista nativo di Barberino, che è dovuto rimanere a Pesaro, dove da tempo risiede, a causa di motivi di salute. Il pubblico presente ha salutato la fine del video “Focus on Vangi” con un lungo applauso. Perché il documentario racconta con efficacia la grandezza dello scultore. Ed anche la sua umanità. Lo ha sottolineato nel suo intervento il sindaco Giampiero Mongatti, “un documentario che ha emozionato profondamente tutti, e che mostra la sua grandissima umanità”.
La serata è stata introdotta dal saluto dell’assessore alla cultura Fulvio Giovannelli, che ha evidenziato come sia doveroso rendere “omaggio a questo suo concittadino che, attraverso la sua creatività, sensibilità e conoscenza, è apprezzato da molti anni e in molte parti del mondo”. Mentre Gian Piero Luchi, presidente dell’associazione “Amici di Giuliano Vangi” – ringraziato in modo sentito dal sindaco Mongatti, per l’impegno a tener vivo l’interesse e la conoscenza dell’opera e della figura del maestro – ha ricordato il legame sempre più stretto tra l’artista e il suo paese natale, evidenziando la recente donazione di una statua collocata davanti al teatro comunale, “donazione che è stata un atto di amore verso la comunità di Barberino, mentre il murales fatto realizzare dal Comune è stato un omaggio al maestro da parte dei suoi concittadini”. Luchi ha brevemente ripercorso le attività dell’associazione, a cominciare dalle tante visite alle mostre di Vangi, ultima quella, bellissima, di Rovereto.

Ma la serata è stata l’occasione anche per un importante annuncio. Lo ha fatto il sindaco, anche se i contorni non sono ancora del tutto definiti. Mongatti ha parlato della concreta possibilità di realizzare un centro culturale dedicato a Giuliano Vangi e alle sue opere. Un luogo di studio e di esposizione permanente. Se ne parla da molto, troppo tempo, ma adesso un edificio è stato individuato. E’ di proprietà comunale; si tratta, “se andrà bene al maestro”, ha specificato il sindaco, del piano terra dell’edificio che in passato ospitava l’ufficio postale. Peraltro anche il primo piano potrebbe essere acquisito, visto che è del Demanio, e ospitava, prima del terremoto del 2019, la stazione delle Guardie Forestali, ora in altra sede. “E’ nel centro di Barberino – ha detto Mongatti – e ci è sembrato adatto ad accogliere le sue opere”.
L’immobile è vuoto e inutilizzato, ma è anche inagibile, causa sisma, e qui sta il difficile. Dovrà essere restaurato, e i fondi dovrebbero venire dalla Protezione Civile nazionale. “I fondi attualmente disponibili – dice il sindaco – sono assolutamente insufficienti”. La Regione Toscana è pronta a impegnare qualche centinaio di migliaia di euro per l’impiantistica e l’allestimento degli spazi espositivi, ma non può certo farlo finché l’immobile non sarà consolidato e reso agibile.
Mongatti però assicura: “Ci stiamo lavorando, è un immobile di nostra proprietà, e confidiamo nell’aiuto e nel finanziamento degli enti superiori per poter attuare il progetto, che avrebbe l’importante significato di una presenza ancora più tangibile del maestro Vangi qui da noi, nel suo paese natale”.
E dopo l’incontro, il figlio Dario, presente alla proiezione, è stato accompagnato a prendere visione dell’immobile, del quale ha scattato alcune foto, che mostrerà a suo padre. Per decidere se quella potrà essere la sede del “museo Vangi” in Mugello.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 21 Dicembre 2023




