
VAGLIA – È una bella storia quella di Mario Dolci, segretario comunale di Vaglia che all’inizio dell’estate del 1944, con i nazisti che avevano occupato il municipio, decise di nascondere e mettere in salvo l’archivio comunale. Lo fece, grazie alla collaborazione di Rita Pozzolini, gacendolo nascondere in una stanza della cantina dell’omonima villa di Bivigliano, che poi fu murata, per celare il suo contenuto dalla furia distruttiva dei tedeschi in ritirata. Ne parla oggi, domenica 7 Dicembre, un articolo sulla pagina del Mugello del quotidiano La Nazione.

La storia è stata ricostruita con esattezza dal figlio Arnolfo Dolci, grazie anche al diario che Mario ha tenuto a partire dal 5 Giugno del 1944, giorno del suo compleanno, e che racconta i terribili giorni del passaggio del fronte. Una testimonianza preziosa, che il figlio Arnolfo da qualche tempo ha donato all’Istituto storico della Resistenza in Toscana. “Non ho figli – afferma – non voglio rischiare che un giorno questa testimonianza vada persa, adesso so che è in buone mani”.
Nella sua casa di Montorsoli, oggi Arnolfo racconta le linee principali di questa bellissima storia. “Era il 1944 – spiega -, mio babbo aveva vinto il concorso da segretario comunale, e lo mandarono come primo incarico a Vaglia. Erano però – continua – anche i terribili giorni dell’occupazione tedesca, dopo pochi mesi, intorno a Giugno, i nazisti si insediarono in Comune, e lui decise di nascondere i registri dello stato civile e gli altri documenti, tra cui leggi e regolamenti”.

Di fronte alle pressioni dei nazisti, sempre più insistenti e brutali, Mario inizialmente cercò di occultare i documenti in una villa che si trovava poco fuori Vaglia, ma anche qui si presentarono i tedeschi minacciando di bruciare tutto. La scelta poi cadde su Bivigliano e la sua scuola, paese più defilato rispetto alla strategica via Bolognese. Fu così che quel che rimaneva del Comune, compreso l’ufficio del Dazio e e quello dell’esattoria, si spostò a Bivigliano. Fino a che le cose non precipitarono ulteriormente, e Mario Dolci decise di cercare rifugio a Firenze, dove era sfollata anche la famiglia della sua fidanzata. Non prima, però, di aver messo definitivamente al sicuro i documenti, con l’aiuto della signora Rita Pozzolini, una possidente della zona, che acconsentì ad occultare l’aerchivi0, comprese due macchine da scrivere degli uffici comunali, nella sua cantina, murando l’accesso.
A Firenze, come scrive nel suo diario, Mario fu testimone del passaggio del fronte, fino alla liberazione della città, l’11 Agosto. Nelle settimane successive, però, i tedeschi si attestarono a Fiesole, e Vaglia fu liberata solo il mese dopo: il 7 Settembre. Anche se prima di andare via minarono la case lungo la Bolognese, per ostruire il passaggio agli americani, cambiando il volto del paese. “Quando mio padre – spiega Arnolfo Dolci – seppe della berazione di Vaglia, andò in Prefettura e si fece fare un foglio che lo autorizzava a ripristinare il Comune. E in seguito riportò in municipio i documenti che si trovavano a Bivigliano”.

Erano giorni convulsi. “In un primo momento – prosegue il suo rcconto – gli americani avevano nominato sindaco protempore, il bottegaio del paese, Mario Ancellotti. Poi furono nominati dei rappresentanti delle frazioni, e fu costituita una Giunta. Era la prima Giunta dopo la Liberazione, e stavolta come sindaco du fu scelto il dottor Giovanni Pozzolini. “I rappresentanti di questa Giunta – conclude Arnolfo Dolci – ringraziarono mio babbo, la signora Pozzolini e Mario Ancellotti, il sindaco bottegaio, che aveva ripulito tutto il Comune”.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 7 dicembre 2025


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