
MUGELLO – L’altra sera, ascoltando quel monologo così atipico, appassionato, lungo ma avvincente, su Rai1 di Roberto Benigni, dedicato a San Pietro “L’uomo nel vento” tra i tanti pensieri che l’ascolto suscitava, c’era la speranza che lo stessero vedendo in tanti, compresi i nostri sacerdoti (gli spettatori sono stati alla fine 4 milioni).
Perché è una visione “corroborante”, che parla direttamente al cuore. E poi c’è sempre da imparare.
Abbiamo così chiesto un parere a vari parroci mugellani. Diversi di loro il monologo di Benigni non l’hanno visto. Tra quelli che lo hanno fatto don Aldo Menichetti di Firenzuola, e don Luciano Marchetti di Borgo San Lorenzo ci hanno comunicato un loro pensiero.
“Non l’ho visto in diretta – dice don Aldo –, perché avevo un incontro, e così l’ho visto il giorno dopo su RaiPlay. Che dire? Benigni è sempre Benigni , ha fatto una grande opera , e sicuramente ha lavorato tanto per mettere insieme tutte le cose che ha detto. E quindi , tanto di cappello.
Poi è riuscito a tenere appiccicate alla Tv per due ore sicuramente tantissime persone. Cosa che non è facile per noi. Lui ci è riuscito in queste due ore , facendo questa catechesi, questa omelia speciale, cosa che a noi non riesce. Quindi, di nuovo, tanto di cappello.
Io Benigni lo seguo sempre in quello che fa, e fa cose che gli riescono molto bene: sono davvero contento di questa opera su San Pietro che ora ha proposto.”
Anche il pievano di Borgo San Lorenzo, don Luciano Marchetti è rimasto colpito dall’opera di Benigni sul primo degli Apostoli. E ci ha scritto questo pensiero:
“Nessun altro come Benigni mi ha fatto sentire di essere come Pietro.
Senza stacchi, senza pause;
senza suggeritore;
senza bere.
Alla fine era bianco in viso come dissanguato.
Solo le sue labbra rosse.
E quei suoi occhi lucidi, appuntiti, che esprimevano lo sforzo appena fatto, misto alla gioia d’esser arrivato in fondo.
Chi lo critica non vuol comprendere
e non ha mai letto il vangelo.
È un crescendo.
Esce Gesù, l’amico.
Esce Pietro, il traditore, come Giuda.
Temiamo per Pietro, così umano, ma innamorato.
Vediamo la pazienza di Gesù.
Assistiamo al suo perdono.
È una speranza che ci resta a cose, fatti, drammi e parole finiti.
Una storia d’amore più bella non poteva che raccontarla lui, Pietro.
Enorme. Uomo innamorato.
Pietro è un uomo come tanti, come me.
Per questo mi riconosco.
Tutto slanci e paure.
Voli e affondi.
Sbaglia ma Ama.
Viene perdonato.
Gesù ci vuole credenti ma soprattutto amanti.
Uomini e donne che gli dicono: “Credo in Te ma soprattutto ti voglio bene”.
Questo monologo lo rivedrò ancora.
E ancora.”
Sì, è possibile rivederlo questo monologo: questo il link, per poterlo ammirare e meditare sul proprio smartphone o sul proprio computer. Oppure in Tv, sempre su RaiPlay. Ne vale la pena.
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 20 dicembre 2025


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