Close Menu
  • Home
  • News
  • Le Arti
  • Storia e storie
  • Personaggi
  • Palazzi e chiese
  • Opere
  • Scienza e tecnica
  • Teatro in Mugello
  • Libri
    • Gli Autori
    • Lo Scaffale mugellano
  • I collaboratori
Facebook Instagram
Ultime notizie
  • Votazioni ancora aperte per la quinta edizione del concorso fotografico “Il Mugello per Me”
  • Donato al Museo di Moscheta un bassorilievo in pietra serena realizzato dall’Associazione Scalpellini di Firenzuola
  • A Borgo San Lorenzo una serata in compagnia del “Cinema Scorretto”
  • L’Area Archeologica di Frascole nella lista dei siti gratuiti per la “Domenica Archeologica”
  • La Pieve di Sant’Agata su Rai3
  • La dodicesima edizione di “Mugello da fiaba”
  • La natura e i paesaggi del Mugello raccontati da Giancarlo Bani: un incontro alla biblioteca di Ronta
  • Oriana Fallaci protagonista di “Mai stanca di vivere”, il nuovo libro di Riccardo Nencini
Facebook X (Twitter) Pinterest Instagram YouTube
  • Italiano
    • English (Inglese)
Il Filo – Il portale della Cultura del Mugello
  • Home
  • News
  • Le Arti
  • Storia e storie
  • Personaggi
  • Palazzi e chiese
  • Opere
  • Scienza e tecnica
  • Teatro in Mugello
  • Libri
    • Gli Autori
    • Lo Scaffale mugellano
  • I collaboratori
Il Filo – Il portale della Cultura del Mugello
  • Italiano
    • English (Inglese)
Home»Copertina»“Aiutatemi a ritrovare i bambini che salvai”. La bella storia del soldato americano Martin Adler
3 Mins Read Copertina

“Aiutatemi a ritrovare i bambini che salvai”. La bella storia del soldato americano Martin Adler

Nessun commento3 Mins Read
Share Facebook Twitter Pinterest Copy Link LinkedIn Tumblr Email VKontakte Telegram
Condividi
Facebook Twitter Pinterest Email Copy Link

MUGELLO – È una bella storia quella del soldato Martin, soldato originario del Bronx, New York, che nel 1944 era impegnato con l’esercito americano per liberare l’Italia dai Nazi-fascisti. Oggi ha 96 anni e vive a Boca Raton in Florida e da lì lancia un appello:”aiutatemi a ritrovare i bambini che salvai”. 

A settembre (al massimo in ottobre) del 1944 Martin Adler si trovava sulla linea Gotica con la sua unità, la 85th Infantry Division Custermen, impegnata a liberare i paesi dell’Appennino Tosco-Emiliano dai Nazifascisti. Ed è in uno di questi villaggi che la storia si fa interessante. Martin Adler e John Bronsky entrano in paese in un silenzio spettrale “non sapevamo cosa aspettarci – racconta – i tedeschi potevano essere ovunque, pronti a farci un’imboscata. Siamo entrati in una casa dove abbiamo trovato una strana cesta di legno dal quale uscivano strani rumori. Subito abbiamo pensato che potessero esserci dei tedeschi ed abbiamo imbracciato le armi, puntandole contro il cesto. Subito però abbiamo sentito un urlo ed una donna ci corse incontro gridando: ‘bambini, bambini’. Ci fermammo e da quel grandissimo cesto sbucarono tre splendidi fanciulli: due bimbe ed un maschio. Io e John abbiamo cominciato a ridere, felici di non aver premuto il grilletto, vinti dalla paura, perché non ce lo saremmo mai perdonato”.
Martin allora rinfodera la sua arma e tira fuori una macchina fotografica, chiedendo alla madre se potesse scattare una foto. A gesti e parole la madre spiegò al soldato che avrebbe acconsentito ma che i bambini non erano pronti e si allontanò con loro. Dopo pochi minuti tornarono con i loro più bei vestiti: la madre li aveva “tirati a lucido” per scattare la foto con i soldati americani, cercando di non sfigurare.

“Fu il momento più bello che ricordo – racconta Martin – in quell’inferno chiamato guerra. Spesso mi domando se quei bambini siano ancora vivi perché vorrei incontrali di nuovo ed abbracciarli, quando sarà passato questo virus”.

Martin Adler non ricorda il paese esatto ma è certo che venne scattata tra settembre e ottobre 1944, anche perché a novembre Adler venne ferito al naso da una scheggia di mortaio mentre metteva la testa fuori dalla sua “Foxhole”, il suo trinceramento sulla Linea Gotica.
Se qualcuno riconoscesse questa storia o la foto è possibile contattare il giornalista Matteo Incerti, che per primo ha raccontato la storia di Martin, via mail, su Facebook o telefonando al numero 3355954971. Verranno immediatamente messi in contatto con lui e con sua figlia, Rachelle Shelley Adler Donley.

Irene De Vito

© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 13 Dicembre 2020

 

linea gotica Mugello soldati americani
Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email Telegram Copy Link
Previous ArticleGiovanni Sitrialli, il primo tra tanti
Next Article A PORTE CHIUSE – Lucia Poli: “Servono verità e ironia”

Related Posts

Copertina

Votazioni ancora aperte per la quinta edizione del concorso fotografico “Il Mugello per Me”

Aprile 29, 2026
Copertina

Donato al Museo di Moscheta un bassorilievo in pietra serena realizzato dall’Associazione Scalpellini di Firenzuola

Aprile 28, 2026
Copertina

A Borgo San Lorenzo una serata in compagnia del “Cinema Scorretto”

Aprile 28, 2026
Copertina

L’Area Archeologica di Frascole nella lista dei siti gratuiti per la “Domenica Archeologica”

Aprile 28, 2026
Copertina

La dodicesima edizione di “Mugello da fiaba”

Aprile 27, 2026
Copertina

La natura e i paesaggi del Mugello raccontati da Giancarlo Bani: un incontro alla biblioteca di Ronta

Aprile 26, 2026
Add A Comment
Leave A Reply Cancel Reply

Facebook X (Twitter) Pinterest Instagram YouTube
© 2013 – 2026 Il Filo CF/P.IVA 05160370481 – Informazioni sul copyright
Web project by Polimedia – Siti che funzionano
  • Privacy Policy
  • Chi siamo
  • Redazione

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

Blocco annunci abilitato!
Blocco annunci abilitato!
Il nostro sito web è reso possibile dalla visualizzazione di annunci pubblicitari online ai nostri visitatori. Sostienici disabilitando il tuo blocco degli annunci.