Autore: Paolo Guidotti

BORGO SAN LORENZO – Ricco settimana quello che sta per arrivare con gli appuntamenti di “Boccascena, il festival delle frazioni”. Domani, venerdì 15 luglio a Polcanto in piazza Don Sazzini ci sarà Vino Divino di e con Marco Paoli che sostituisce lo spettacolo in programma Severino. Sabato 16 luglio a Ronta al circolo La terrazza il Trio Scespiriano di Non faremo molto rumore per nulla con Lara Bianchi, Fabrizio Dionisio, Francesca Chiara Pacella con la regia di Matteo Cecchini e domenica 17 luglio a Razzuolo Casa del Popolo Coniugarsi è criminale con Marco Paoli, Irene Barbugli e con Andrea Marianelli…

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Il Canonico Prof. Raffaello Cioni è nato a Barberino di Mugello il 17 dicembre 1882, fu ordinato sacerdote il 13 agosto 1905 .E’ morto in Barberino di Mugello il 10 novembre 1962.Svolse la sua attività pastorale e culturale nel Seminario Maggiore di Firenze, dove fu stimato insegnante di Italiano presso il Liceo. Incomincià la sua opera letteraria nel 1920 come redattore dell’Unità Cattolica, quotidiano dei cattolici fiorentini, la cui libera voce resisté fino al 1928 anche durante la dittatura fascista. Quando il quotidiano cessò le pubblicazioni, don Raffaello Cioni, direttore, fra l’altro, dell’Avvenire dei giovani, passò a capo della redazione…

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Cioni, Raffaello. Il tarlo. – San Casciano Val di Pesa : Società editrice Toscana, 1926. – XI, 211 p. 22 cmAltri autori: Bonardi, ArturoClasse Dewey: 851.9Lo trovi in:Biblioteca Barberino di MugelloL’AUTORE: Raffaello Cioni

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BARBERINO DI MUGELLO – Non potevano mancare. Un gruppo di “Amici di Giuliano Vangi” è stata presente al MART di Rovereto per l’Apertura/Inaugurazione della Mostra personale di Vangi “Giuliano Vangi. Colloquio con l’antico. Pisano, Donatello, Michelangelo”.La Mostra è stata presentata da Vittorio Sgarbi, presidente del MART. Mentre il grande scultore barberinese ha parlato del proprio lavoro illustrando i temi principali che legano le opere in mostra: un’antologia della sua attività di pittore e scultore dal 1963 ad oggi.La poetica di Vangi, pittore e scultore, è incentrata sulla figura umana che lui interpreta con un linguaggio potente e contemporaneo, senza mai…

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All’interno del piccolo vano che si apre nella parete sinistra della pieve è collocato uno splendido fonte battesimale a pianta esagonale eseguito in maiolica policroma invetriata. La ricca decorazione vegetale di gusto classicheggiante inquadra sei formelle rettangolari a rilievo con le Storie del Battista. La presenza di alcuni stemmi della famiglia Medici, del ramo secondario detto “popolano”, denuncia la committenza di quella illustre famiglia, originaria della zona e che ha detenuto a lungo il patronato della pieve.Più precisamente è probabile che il committente sia riconoscibile in  Leonardo di Bernardo di Leonardo Medici, che fu pievano a San Piero dal 1482…

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Sopra l’altare lapideo della parete destra intitolato a Sant’Antonio da Padova campeggia una tela dipinta a olio che raffigura I santi Antonio da Padova, Bonaventura da Bagnoregio e Domenico. Il dipinto rappresenta in primo piano a sinistra San Bonaventura da Bagnoregio, rivestito del saio caratteristico dei frati minori, e chiaramente identificabile dalla presenza del rosso galero cardinalizio. Quest’ultimo attributo allude al noto episodio agiografico secondo il quale il santo, ospite del vicino convento di Bosco ai Frati al momento dell’annuncio della sua nomina alla porpora cardinalizia, chiese ai legati pontifici di collocare  momentaneamente il galero su un ramo di un…

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  Al centro del presbiterio della pieve campeggia il monumentale altare maggiore chiesa, del tipo romano, costituito da una mensa a cassa e due gradini, ai cui estremi si trovano, a tutto tondo, due teste di cherubini alati. Il grande tabernacolo centrale con frontoncino e sportellino raffigura, a rilievo, il calice eucaristico.L’elegante e insieme monumentale manufatto fu realizzato nel 1796 su disegno e opera del fiesolano Angelo Bini, su commissione del pievano Francesco Betti da Mangona che definì l’artefice come uno dei più bravi marmisti di Firenze. L’arredo, costato 350 scudi, si inserisce nel contesto dei manufatti in pietre dure di…

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