Close Menu
  • Home
  • News
  • Le Arti
  • Storia e storie
  • Personaggi
  • Palazzi e chiese
  • Opere
  • Scienza e tecnica
  • Teatro in Mugello
  • Libri
    • Gli Autori
    • Lo Scaffale mugellano
  • I collaboratori
Facebook Instagram
Ultime notizie
  • Di nuovo un gran successo al Verdi di Firenze per la Compagnia delle Formiche
  • Teatro e cinema, il programma della settimana al Corsini di Barberino di Mugello
  • Verso l’800° anniversario della morte di San Francesco d’Assisi
  • A Vicchio una giornata su don Milani
  • “Saharawi: volti di speranza”, mostra fotografica alla biblioteca di Dicomano
  • Al Corsini di Barberino il docufilm “Le voci di ieri… che a volte ritornano”
  • Conoscere San Francesco, una bella iniziativa al Bosco ai Frati
  • A Barberino l’incontro “Essere donna nell’Iran di oggi”
Facebook X (Twitter) Pinterest Instagram YouTube
  • Italiano
    • English (Inglese)
Il Filo – Il portale della Cultura del Mugello
  • Home
  • News
  • Le Arti
  • Storia e storie
  • Personaggi
  • Palazzi e chiese
  • Opere
  • Scienza e tecnica
  • Teatro in Mugello
  • Libri
    • Gli Autori
    • Lo Scaffale mugellano
  • I collaboratori
Il Filo – Il portale della Cultura del Mugello
  • Italiano
    • English (Inglese)
Home»Non categorizzato»“Dopo l’apocalisse”, l’ultimo libro di Riccardo Nencini scritto a quattro mani con Franco Cardini
3 Mins Read Non categorizzato

“Dopo l’apocalisse”, l’ultimo libro di Riccardo Nencini scritto a quattro mani con Franco Cardini

Nessun commento3 Mins Read
Share Facebook Twitter Pinterest Copy Link LinkedIn Tumblr Email VKontakte Telegram
Condividi
Facebook Twitter Pinterest Email Copy Link

MUGELLO – “Dopo l’apocalisse”, scritto a quattro mani da Franco Cardini e da Riccardo Nencini, racconta le epidemie del passato e spalanca una finestra sul mondo che ci attende. È un viaggio nella storia – dalla peste che decimò l’Atene di Pericle al dramma narrato dal Manzoni – da cui trarre indicazioni utili a comprendere cosa potrebbe accadere nei prossimi mesi in Italia e nelle relazioni internazionali.
Garibaldini entrambi, gli autori sfatano alcuni luoghi comuni che nel corso della quarantena sono stati presentati come verità: la fine della globalizzazione, la crisi della Cina, i profondi cambiamenti nella natura umana – più docile, meno egoista, meno individualista – la sconfitta dei protagonisti della mondializzazione (multinazionali e alta finanza). Uno sguardo ironico e severo.
Ironico nel racconto dell’oggi rapportato a ieri. Nonostante ci separino quattro secoli dalla peste che infierì sulla Lombardia e su Venezia, ci si imbatte negli stessi errori e nelle stesse misure adottate, compreso le autocertificazioni. E poi le titubanze della scienza, le pressioni dei mercanti (delle imprese), le dicerie e le false notizie propagate per fini politici. Come nella stagione del doge e del Borromeo. Un quadro davvero sorprendente.
Severo nella lettura del presente e nelle previsioni. Un tempo la peste e altri virus venivano considerati ‘i grandi livellatori’ perché si abbattevano con uguale forza su ogni ceto sociale. Non è più così. I poveri e i ceti medio bassi si ammalano, muoiono e soffrono di più, rischiano di più di perdere il lavoro. Anche per questa ragione l’auspicio è che la politica – e lo Stato – riescano a scalare posizioni. Equità, giustizia sociale, investimento nella conoscenza dentro uno Stato umanizzato, meglio se la ricostruzione avviene tenendo tutti alla stanga, a cominciare dalle forze più rappresentative di questa Italia. Il modello è il secondo dopoguerra. L’alternativa? Il ricorso a procedure verticistiche con poteri accentrati in poche mani.
La Cina è tutt’altro che al crepuscolo. Giocherà con gli Stati Uniti la partita del secolo in un mondo che somiglierà al primo dopoguerra. Nessuna leadership assoluta, una manciata di potenze regionali, Russia in testa, baricentro spostato sul Pacifico.
Il punto sospeso è l’Europa. Formica o struzzo? Un disegno strategico ancora non c’è e manca quella coesione, politica e istituzionale, necessaria a tenerla nella competizione globale. Cardini e Nencini pessimisti. Le crisi provocano discontinuità ma servono due ingredienti per costruire il futuro: leader che colgano le opportunità che germinano dall’emergenza e un progetto lungo. Insomma, creatività, talento, cooperazione, strabismo. Proprio le virtù di quel medico e di quei due ingegneri bresciani che hanno trasformato maschere da sub in respiratori nel bel mezzo della pandemia. Dove cercarli?

© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 18 Giugno 2020

Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email Telegram Copy Link
Previous Article“La vita l’è meravigliosa”, un diario della quarantena a Dicomano di Letizia Capretti
Next Article Niente spettacolo al Cimitero della Futa. Il grido di dolore di Archivio Zeta, per il no tedesco

Related Posts

Non categorizzato

“Frammenti di vita quotidiana”, a Vicchio la presentazione del libro di Bruno Becchi

Marzo 25, 2026
Non categorizzato

Gli studenti della primaria di Borgo San Lorenzo portano in scena l’Odissea a “Modo Nostro”

Marzo 20, 2026
Non categorizzato

Un nuovo metodo digitale per ricostruire la storia dei manufatti egizi

Febbraio 27, 2026
Non categorizzato

Il Mugello selvaggio incanta Scarperia, con le foto di Lorenzo Shoubridge

Febbraio 21, 2026
Non categorizzato

Carlo Bellesi, un umile operaio mugellano, e il segreto della pietrificazione

Febbraio 1, 2026
Non categorizzato

“Oltre il Gioco”, a Scarperia si presenta il libro sul calcio inclusivo

Dicembre 6, 2025
Add A Comment
Leave A Reply Cancel Reply

Facebook X (Twitter) Pinterest Instagram YouTube
© 2013 – 2026 Il Filo CF/P.IVA 05160370481 – Informazioni sul copyright
Web project by Polimedia – Siti che funzionano
  • Privacy Policy
  • Chi siamo
  • Redazione

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

Blocco annunci abilitato!
Blocco annunci abilitato!
Il nostro sito web è reso possibile dalla visualizzazione di annunci pubblicitari online ai nostri visitatori. Sostienici disabilitando il tuo blocco degli annunci.