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Home»Le Arti»Ceramica»Il nuovo Museo Chini e il cronoprogramma dei lavori. Intervista all’assessore Becchi
4 Mins Read Ceramica

Il nuovo Museo Chini e il cronoprogramma dei lavori. Intervista all’assessore Becchi

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BORGO SAN LORENZO – Ci siamo, dopo l’approvazione con deliberazione di Giunta (articolo qui), partono fra pochi giorni i lavori per l’allestimento a Villa Pecori Giraldi del nuovo Museo Chini, su progetto del suo direttore Alessandro Cocchieri.

“Ringrazio l’Amministrazione comunale, in particolare l’assessore alla Cultura Cristina Becchi e tutti gli uffici per la disponibilità – dice Cocchieri – con i quali siamo riusciti a pensare ad un’idea per traghettare la struttura ad un livello più alto, per una ricaduta culturale e anche di promozione turistica importanti. Il progetto nasce da sei mesi di lavoro sul campo e di studio, e ora si parte. Il 10 ottobre con l’Ufficio tecnico faremo un sopralluogo per lo sgombero delle sale storiche, l’11 con la prof.ssa Gilda Cefariello Grosso, curatrice con me del nuovo percorso museale, entreremo nel vivo dell’allestimento. Il 15 ottobre il museo resterà chiuso, rimane aperto quello dei bambini, per poter lavorare nelle sale. Il cronoprogramma che abbiamo studiato prevede l’apertura totale a febbraio. Il Chini Contemporary verrà inaugurato prima, a dicembre, con la mostra di un artista internazionale, Gino Sabatini Odoardi, che fa parte del mondo dell’arte contemporanea dal punto di vista della ricerca e dell’innovazione di nuovi linguaggi”.

Il direttore del Museo Chini Cocchieri e l’artista Gino Sabatini Odoardi. Photocredits: SCIC Sistema Culturale Integrato Contemporaneo / photo Ettore Maragoni

“Il progetto del nuovo Museo Chini – dice l’assessore Becchi – costa 25mila euro, che abbiamo reperito da fondi comunali. Poi ci sono ulteriori 15mila ottenuti da un bando che abbiamo vinto con la Cassa di Risparmio di Firenze. Quarantamila euro in totale, oltre a quanto già investiamo con tutte le attività che svolgiamo a Villa Pecori Giraldi durante tutto l’anno, perché il museo aveva bisogno di essere rilanciato, anche per l’ingresso di Borgo San Lorenzo tra le Città della ceramica (articolo qui). Siamo in un circuito internazionale e ,anche per la promozione della nostra cultura e del nostro turismo, si era reso necessario questo intervento. Aspettavamo un direttore e il dott. Cocchieri mi sembra la persona giusta perché ha la forza, la competenza e la capacità di fare scelte e di decidere. Il progetto mi piace molto perché il museo sarà improntato su Galielo, abbiamo un tema su cui tutto ruota. E’ questo l’artista che attrae, che ha fatto la differenza nella famiglia borghigiana dei Chini. E mi piace come verrà ridistribuito il percorso museale e la generale pulizia degli spazi, per una maggiore fruizione delle sale”.

Cosa commenta su chi afferma che vengono sprecati i soldi per la Cultura? “Che siamo già in campagna elettorale – risponde Becchi – io continuo a ribadire che sono ben spesi, perché facciamo attività e diamo il via a progetti che tengono vivo il paese. C’è una ricchezza di persone e associazioni che in questo momento si stanno spendendo per il proprio comune e una comunità che risponde, partecipando a feste, concerti, mostre ed eventi. Non stanno chiusi in casa o scelgono solo Firenze, ma trovano l’alternativa e apprezzano le proposte che Borgo San Lorenzo riesce a dare. Nel mio assessorato, in questi anni, ho sempre cercato di non fare mai nulla a caso, ma di seguire una certa organicità. Per esempio, Mugello da Fiaba non nasce e muore i giorni della manifestazione, fa parte di una sensibilità e di una attenzione che prosegue. Allestiremo dei punti mamma, abbiamo investito tanto nel Nido. Perché la mia idea era di creare un comune anche a misura di bambino”.

Come qualcuno ti chiama, ti senti un po’ la “zarina” della Cultura borghigiana? “Sì e ringrazio per chi ha trovato questo complimento. Perché significa che la mia presenza e il mio lavoro si notano. Magari mi si può dire che sono piena di retorica, ma ho sensibilità per l’arte e la bellezza, è questo un difetto?”

E sulla critica della “supercazzola” (articolo qui), cosa rispondi? “ Che sono punti di vista. Quando ho visto quell’opera, mi venne quella riflessione con quelle parole, pensando alla società. Credo che bisognerebbe cercare, parlando di ‘Cultura’, di esprimere un ragionamento un po’ più articolato rispetto di ‘supercazzola’”.

Fabrizio Nazio
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 4 ottobre 2018

Borgo San Lorenzo cristina becchi Museo Chini
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