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Home»Copertina»Firenzuola fortificata. La storia della Porta Fiorentina e delle antiche mura
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Firenzuola fortificata. La storia della Porta Fiorentina e delle antiche mura

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FIRENZUOLA – Le vicende della Porta Fiorentina sono intimamente legate alla costruzione del castello di Firenzuola. Questo venne deliberato, dal Comune di Firenze, nel 1306, per mettere un argine al potere degli Ubaldini sulla zona dell’Alpe Fiorentina. Per l’inizio dei lavori bisognò però attendere il 1332, quando, secondo quello che ci dice il cronista Giovanni Villani, l’otto aprile alle otto di mattina si cominciò la fondazione del paese, eseguita dopo aver consultato l’oroscopo, sotto il segno dell’Ariete e avendo come ascendente il Leone “ acciò che la sua edificazione fosse ferma e forte e stabile e potente “. Il nome, che significa “ Piccola Firenze “, fu suggerito dallo stesso Villani. Per stemma si stabilì uno scudo con metà giglio, arme del Comune, e metà croce, arme del Popolo fiorentino.
Il progetto originario prevedeva la costruzione di una cinta muraria rettangolare provvista di 16 torri (di cui quattro angolari) e quattro porte: Fiorentina, Bolognese, San Pietro, verso Imola, e Santa Maria (o San Giovanni), verso Cornacchiaia.
L’edificazione della Porta Fiorentina venne affidata nel 1335 a Francesco di ser Cistio e a Talento Ristori “magistris lapidum”, i quali iniziarono l’incarico senza molta convinzione, tanto che nel 1336 furono obbligati a rifare il lavoro perché mal eseguito.
Purtroppo la porta ebbe vita breve in quanto gli Ubaldini nel 1342 “assediarono la terra di Firenzuola…e pochi dì appresso…per tradimento d’alcuno loro fedele che v’abitava dentro, tutta l’arsono e disfeciono”.
Si cominciò la ricostruzione, ma nel 1351 il paese subì una seconda devastazione. Il cronista Matteo Villani la descrive così: “Gli Ubaldini…apparirono nell’Alpe e corsono a Firenzuola, che si riedificava pe’ Fiorentini, ma non ancora cinta di mura, né di fossi, né di steccati, ma incominciata, e dentro v’erano capanne per alberghi, e lieve guardia per tener sicuro il cammino, la presono e l’arsono”.
Bisogna attendere il 1371, quando Firenze aveva assunto il dominio di questa parte dell’Alpe Fiorentina, perché si cominciasse la Repositio di Firenzuola con la ricostruzione della rocca e della cinta muraria, con però solo due porte: la Fiorentina e la Bolognese. La ricostruzione procedette a rilento, tanto che nel 1374 le mura e le porte erano ancora da riedificare. Nel 1418 erano sicuramente terminate, poiché negli Statuti promulgati in quell’anno, in una rubrica, si fa divieto di salirvi sopra di giorno e di notte senza l’autorizzazione del Vicario, e si condanna, chi le danneggiasse in qualsiasi modo, al ripristino e ad una pena pecuniaria. Una descrizione delle porte ce la dà Stefano Casini nel suo Dizionario di Firenzuola: “Furono di grossi blocchi di pietra, basse e quadrate. Doppi battenti di querce difesi di fuori da cancelli di ferro a saracinesca,quando la chiudevano tutto veniva serrato, battenti e saracinesche, in caso di stato d’assedio ed ogni volta succedesse subbugli in castello”.
Cosa sia successo nei decenni successivi non si sa esattamente, ma nel 1470, constatato che le mura erano in cattive condizioni e che, perlomeno in parte, risultavano “ esser per terra “, si stanziarono dei fondi per riparare il castello ed adeguarlo alle nuove esigenze difensive. Con l’avvento delle armi da fuoco le vecchie mura medievali, poco potevano fare in caso di assedio. Si provvide dunque a riparare quello che era crollato e a rinforzare la muraglia e le porte con la costruzione di una “ scarpa “ inclinata in muratura per meglio resistere al fuoco dei cannoni. Si edificarono quattro bastioni con due ordini di cannoniere e si riattarono le porte, lavori questi dei quali si occupò, a partire dal 1476 Antonio da Sangallo. Nel 1512 i lavori di fortificazione erano terminati; il castello con le sue porte era in grado di resistere a qualunque assalto, anche se non ce ne fu mai bisogno.
Sulla Porta Fiorentina si trovava, fino al rifacimento del 1874, una Madonna che uccide un’idra dalle sette teste e che doveva essere l’immagine considerata protettrice dei terremoti, della quale si parla nell’articolo su suor Diomira Allegri (l’immagine attuale, sotto l’orologio, credo sia stata posta ai primi del novecento) (articolo qui). Del campanone, il cui suono scandiva i ritmi della vita del paese ma avvertiva anche dei pericoli e degli incendi, se ne parla anche negli statuti del 1418, ma doveva essere posizionato sulla rocca. Quella attualmente presente, sulla Porta, è datata 1605 e pare che sia stata fabbricato fondendo una campana più antica, che secondo il Casini, era addirittura la campana del castello di Montegemoli. L’orologio era presente, secondo una relazione dello Zuccagni Orlandini, sicuramente nel 1841.
Della porta purtroppo non esiste alcuna immagine antica che ci permetta di vedere come era configurata. Nel 1874 venne ampliata e l’apertura trasformata da rettangolare ad arco.
Sono riuscito a trovare alcune immagini della Porta Fiorentina. La più antica ce la mostra dall’interno in una veduta antecedente alla trasformazione, con ancora l’apertura rettangolare (tratta da “Firenzuola immagini“ edito a cura del comune di Firenzuola ). Segue una foto all’abumina datata 1906. Le successive sono: La Porta dopo una nevicata, 1915 circa; con distributore di benzina, 1925 circa; veduta, 1935 circa; la Porta parzialmente riparata dai danni della guerra, 1950 circa.

Sergio Moncelli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 22 Marzo 2020

FIrenzuola Porta Fiorentina
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