
BORGO SAN LORENZO – Ampia partecipazione, giovedì 20 agosto alle 18.00, al giardino della Pro Loco di Ronta, frazione di Borgo San Lorenzo, per’iniziativa organizzata dalle volontarie della locale biblioteca, durante la quale si è parlato della Maremma e del Mugello: due terre lontane, ma vicine per analogie e contaminazioni.
Sono intervenuti Carlo Ronconi e Fabrizio Scheggi. Il primo, nato a Grosseto, rontese d’adozione e amante del Mugello, è un farmacista in pensione e la sua vena ironica lo ha spinto a dedicarsi alla scrittura di quattro simpaticissimi libretti che raccontano aneddoti professionali, nonché allo studio del territorio maremmano e mugellano. Con lui, come detto, Fabrizio Scheggi, che vive in Mugello, nel Comune di Vicchio. Scrittore, poeta, pittore, e appassionato studioso di storia antica e medievale. Ha pubblicato libri e saggi storici, tra cui “Il Mugello nel libro di Montaperti”, “Il visconte di Ampinana” e “Furono protagonisti”.
La serata è stata moderata da Ezio Alessio Gensini. Quando si parla di Maremma e Mugello, spiegano gli organizzatori, la prima impressione è quella di trovarsi davanti a due territori profondamente diversi. Da una parte la Maremma, con i suoi grandi spazi, le pianure, le colline, le pinete e il mare; dall’altra il Mugello, terra di montagne, boschi, vallate e piccoli borghi. Eppure, andando oltre le differenze del paesaggio, emergono sorprendenti analogie.
A raccontarle, quindi, sono stati due uomini che questi territori li conoscono e li vivono dall’interno. Due voci diverse, ma accomunate dalla stessa attenzione per la storia locale, per le tradizioni e soprattutto per quella cultura popolare che ha modellato il carattere delle loro comunità.
Uno dei primi elementi che avvicina Maremma e Mugello è il rapporto con la terra. Per generazioni, la vita delle popolazioni è stata scandita dai ritmi dell’agricoltura, dell’allevamento e del lavoro nei campi. In entrambi i territori, la campagna non è stata semplicemente un luogo dove vivere e lavorare: è stata una vera e propria forma di cultura. La terra richiedeva fatica, conoscenza, pazienza e capacità di adattamento. Da questo rapporto quotidiano sono nate abitudini, proverbi, mestieri, feste e tradizioni che ancora oggi rappresentano una parte importante dell’identità locale.
C’è poi un’altra analogia, forse ancora più profonda: il valore attribuito alla fatica. Il maremmano e il mugellano appartengono a culture nelle quali il lavoro è stato per lungo tempo considerato una misura della persona. Il carattere delle popolazioni si è formato anche attraverso condizioni di vita spesso difficili e attraverso la necessità di conquistare, giorno dopo giorno, ciò che serviva per vivere.
Maremma e Mugello hanno conosciuto anche la profonda trasformazione provocata dalla modernizzazione. La fine della mezzadria, l’abbandono di molti poderi, la meccanizzazione dell’agricoltura e lo spostamento delle popolazioni verso i centri urbani hanno cambiato radicalmente il volto delle campagne. Quello che un tempo era un mondo vivo e popolato rischiava di diventare soltanto memoria.
È proprio per questo che il lavoro di persone come Carlo Ronconi e Fabrizio Scheggi assume un significato particolare: raccontare il passato non significa guardare indietro con nostalgia, ma conservare una parte della storia collettiva.

Anche la gastronomia e le tradizioni popolari possono essere lette come espressione di questa cultura. I piatti della tradizione, tanto in Maremma quanto in Mugello, nascono principalmente dalla necessità e dall’utilizzo intelligente delle risorse disponibili. Una cucina povera, almeno nelle sue origini, capace di trasformare ingredienti semplici in piatti sostanziosi.
Il confronto tra questi due territori porta quindi a una conclusione interessante. Le differenze sono evidenti e fanno parte della loro ricchezza: la Maremma ha il suo paesaggio aperto e selvaggio, il Mugello quello più raccolto e montano. Storie, economie e condizioni ambientali non sono state le stesse, ma sotto queste differenze si trova una base comune: la cultura di una Toscana rurale, fatta di lavoro, sacrificio, solidarietà, rispetto per la terra e memoria.
Le parole di un maremmano come Carlo Ronconi e di un mugellano come Fabrizio Scheggi possono dunque diventare due punti di osservazione privilegiati per scoprire questa Toscana meno conosciuta, quella dei paesi, delle campagne e delle memorie tramandate di generazione in generazione.
Maremma e Mugello restano due mondi distinti. Ma proprio osservandoli attraverso la storia delle loro comunità si comprende come, dietro paesaggi apparentemente lontani, possano esistere radici culturali sorprendentemente vicine.
Molto apprezzata, infine, l’apericena a base di piatti tipici: acqua cotta maremmana e tortelli mugellani, biscotti tipici maremmani e castagnaccio.
Cosetta Chiavacci
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 22 Agosto 2026

