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Home»Artisti mugellani»Nella nuova basilica di Seoul tre opere del grande artista barberinese Giuliano Vangi
2 Mins Read Artisti mugellani

Nella nuova basilica di Seoul tre opere del grande artista barberinese Giuliano Vangi

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BARBERINO DI MUGELLO – Una cattedrale tutta italiana quella di prossima apertura a Seoul in Corea del Sud. Oltre al progetto dell’archietto Mario Botta, c’è anche il grande lavoro di un maestro come Giuliano Vangi, che ha realizzato ben tre opere per la nuova chiesa coreana.

Una scultura e due disegni del grande artista nato a Barberino di Mugello impreziosiranno la cattedrale “Nostra Signora del Rosario di Namyang”: un lavoro incredibile per Vangi, che alla soglia dei novant’anni ha realizzato un Cristo Crocifisso intagliato e dipinto su legno per un’altezza di 3 metri e 60, e due disegni, l’Annunciazione e l’Ultima Cena, racchiusi in due pesantissime lastre di vetro di ben quaranta metri di lunghezza per tre metri d’altezza.


Per la figura di un Cristo giovane, Vangi ha usato suo nipote come modello: grandissimi gli occhi, lo sguardo sereno e penetrante, i capelli e la barba con le sfumature di un’alba chiara. “Ho voluto una Crocifissione come messaggio di speranza, di positività – ha raccontato Vangi – ho eliminato le caratteristiche di sofferenza che, di consueto, una Crocifissione testimonia, dopo numerosi studi e prove ho voluto dare voce alla speranza di una rinascita che possa coinvolgere l’umanità intera”.

Ma per la grande cattedrale di Seul immersa nel verde, che potrà accogliere tremila fedeli, Vangi e Botta hanno previsto una installazione davvero unica nel suo genere. A fare da corona al Crocefisso ligneo ci saranno infatti due grandiosi pannelli di vetro, sviluppati per 40 metri in lunghezza e 3 metri di altezza, che inglobano due disegni del Maestro Vangi trasferiti sul vetro con una tecnica serigrafica sperimentale.

Pesantissime lastre di vetro che nella cattedrale saranno sospese come fossero nel vuoto, agganciate a cavi d’acciaio. Una eloquente Ultima Cena e una armoniosa Annunciazione dove le figure sono riprodotte di fronte e di retro, mostrando la scena come non si è soliti vedere.

Un lavoro incredibile su due tecniche così diverse che consegnano ancora di più il maestro Vangi al pantheon degli artisti italiani riconosciuti ed apprezzati in tutto il mondo.

Andrea Pelosi
©️ Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 18 ottobre 2020

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