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Home»Copertina»La restaurata Via Crucis del Castellaro a Pietramala, opera di Marco Lukolic, benedetta dall’Arcivescovo di FIrenze
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La restaurata Via Crucis del Castellaro a Pietramala, opera di Marco Lukolic, benedetta dall’Arcivescovo di FIrenze

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FIRENZUOLA – A Pietramala è stata recentemente restaurata una preziosa opera d’arte all’aperto: la Via Crucis realizzata dallo scultore mugellano Marco Lukolic. Un percorso artistico e spirituale intenso e carico di significato, che lo scorso 9 agosto è stato solennemente benedetto dall’Arcivescovo di Firenze in un clima di grande partecipazione da parte della comunità locale.

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La cerimonia, molto sentita dagli abitanti di Pietramala, ha evidenziato il forte legame che la gente del luogo ha non solo con il proprio territorio, ma anche con questa espressione visiva della fede e della tradizione religiosa. Dopo la messa, molti fedeli hanno manifestato apprezzamento per il lavoro di restauro e si sono mostrati desiderosi di approfondire la conoscenza della Via Crucis, delle sue simbologie e dei dettagli iconografici che la rendono unica.

L’opera, frutto di un lungo e accurato percorso di confronto e meditazione con Don Francesco Bazzoffi, nasce da un intenso studio artistico e spirituale. Lukolic ha dedicato molto tempo alla realizzazione delle singole formelle, cercando di imprimere in ciascuna un segno visibile e duraturo di fede.

Non mancano dettagli molto personali e toccanti: alcune formelle racchiudono ritratti di persone care all’artista, in particolare della madre e del padre, che sono rappresentati in momenti di profonda umanità e partecipazione al dolore e al mistero della salvezza. Un esempio significativo è la deposizione di Gesù, dove Maria, ritratta mentre apre gli occhi del figlio deposto per cercare un segno di vita, viene abbracciata da un uomo che simboleggia proprio il padre di Lukolic. Questi elementi rendono la Via Crucis non solo un’opera artistica, ma anche una testimonianza intima di fede e di partecipazione familiare.

Un’ulteriore particolarità dell’opera è data dal numero delle stazioni: ben quindici, a differenza delle tradizionali quattordici. L’ultima stazione infatti rappresenta la Resurrezione, elemento fondamentale che chiude idealmente il percorso e dà senso profondo alla Passione, come condiviso con Don Francesco Bazzoffi.

I figli hanno condiviso un ricordo personale molto commovente legato agli ultimi momenti di vita del padre, che negli anni di declino fisico meditava profondamente sulla resurrezione. Una scena intima in cui il padre, chiudendo gli occhi e accennando un sorriso, pronunciò parole che rimangono una guida spirituale per i familiari: “Chiudi gli occhi un attimo e sei nella luce”.

La Via Crucis di Pietramala, ora restaurata, rappresenta dunque non solo un importante patrimonio artistico e religioso per il Mugello, ma anche un messaggio di speranza, fede e rinascita che continua a vivere attraverso le sue forme e i suoi simboli.

Dopo questa giornata intensa, dal profondo significato, il sindaco di Firenzuola Giampaolo Buti ringrazia chi ha avuto un ruolo importante in questa iniziativa. L’Arcivescovo Gherardo Gambelli, per la vicinanza al territorio, il  vicesindaco Maurizio Baracani, per l’impegno organizzativo nel restauro delle formelle in marmo bianco della Via Crucis. Poi, naturalmente, la famiglia Lukolic, presente alla cerimonia, per l’impegno assunto nel restauro delle opere, e don Francesco Vannini, che sta rivitalizzando la parrocchia di Pietramala. Ma anche, non ultimi, i proprietari del fondo su cui sorge la via crucis monumentale, i fratelli Nobili Baldi delle Rose e la pro loco di Pietramala, che ha curato il rinfresco finale con ottimi prodotti locali.

 

© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 10 Agosto 2025

FIrenzuola pietramala
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