Prestigiosa pubblicazione internazionale per il lavoro del dottor Carlo Rindi Nuzzolo, archeologo egittologo pratese – che sta collaborando anche con il “Filo” per una serie di sperimentazioni digitali in 3D per i beni culturali del Mugello.
Rindi ha dimostrato come le tecnologie digitali più avanzate stiano rivoluzionando l’archeologia, e a sua ricerca è apparsa sulla rivista npj Heritage Science del gruppo Nature, propone un sistema originale per ricostruire la storia di antichi oggetti egizi oggi dispersi in musei e collezioni internazionali.
Maschere funerarie sotto una nuova lente
Al centro dello studio vi sono maschere funerarie dell’Egitto greco-romano, spesso prive di un contesto archeologico chiaro. Utilizzando analisi tridimensionali estremamente precise, il team ha confrontato la geometria delle superfici dei reperti. Questo confronto ha permesso di scoprire che alcune maschere furono prodotte con lo stesso stampo, rivelando l’esistenza di processi di produzione seriale all’interno di specifiche botteghe artigiane.
L’ingegneria al servizio dell’archeologia
Il valore del lavoro va oltre le singole maschere esaminate. Lo studio dimostra infatti che tecniche derivate dall’ingegneria e dall’analisi industriale – strumenti solitamente impiegati nel controllo qualità o nella conservazione dei materiali – possono essere applicate con successo allo studio del passato. Questi metodi digitali e quantitativi affiancano le analisi storico-artistiche tradizionali, ampliando la gamma di informazioni ottenibili dai reperti.
Nuove prospettive per comprendere il mondo antico
L’integrazione tra tecnologia e discipline umanistiche apre nuove possibilità non solo per determinare la provenienza degli oggetti, ma anche per ricostruire le reti produttive, economiche e culturali dell’antichità. Le tecnologie digitali consentono di far emergere dettagli rimasti nascosti per secoli, offrendo una nuova voce a manufatti che fino a oggi non avevano potuto raccontare la loro storia.
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