Close Menu
  • Home
  • News
  • Le Arti
  • Storia e storie
  • Personaggi
  • Palazzi e chiese
  • Opere
  • Scienza e tecnica
  • Teatro in Mugello
  • Libri
    • Gli Autori
    • Lo Scaffale mugellano
  • I collaboratori
Facebook Instagram
Ultime notizie
  • A Borgo un libro sulla resistenza dimenticata degli italiani in Montenegro
  • Alla scoperta del liberty dei Chini. Un’iniziativa dell’Unione dei Comuni del Mugello
  • Moving Vision: danza, cinema e talento in scena all Museo Spazio Brizzolari
  • San Piero a Sieve si prepara per la diciannovesima edizione di “Estemporanea”
  • A Vicchio la presentazione del libro “Il Mugello in camicia nera”
  • La seconda edizione del Marradi Art Festival
  • Di nuovo un gran successo al Verdi di Firenze per la Compagnia delle Formiche
  • Teatro e cinema, il programma della settimana al Corsini di Barberino di Mugello
Facebook X (Twitter) Pinterest Instagram YouTube
  • Italiano
    • English (Inglese)
Il Filo – Il portale della Cultura del Mugello
  • Home
  • News
  • Le Arti
  • Storia e storie
  • Personaggi
  • Palazzi e chiese
  • Opere
  • Scienza e tecnica
  • Teatro in Mugello
  • Libri
    • Gli Autori
    • Lo Scaffale mugellano
  • I collaboratori
Il Filo – Il portale della Cultura del Mugello
  • Italiano
    • English (Inglese)
Home»Palazzi e chiese»Vicchio»Chiesa di San Martino a Vespignano
3 Mins Read Vicchio

Chiesa di San Martino a Vespignano

Nessun commento3 Mins Read
Share Facebook Twitter Pinterest Copy Link LinkedIn Tumblr Email VKontakte Telegram
Condividi
Facebook Twitter Pinterest Email Copy Link

Vespignano internoLa chiesa prioria di San Martino a Vespignano, un tempo suffraganea della pieve di Borgo San Lorenzo, è legata alla figura di Giotto che, secondo la tradizione avrebbe avuto i natali nella casa prospiciente (o nelle vicinanze). Se l’identificazione della terra natale del grande pittore è periodicamente messa in discussione, certo è che il figlio Francesco fu priore proprio della chiesa di San Martino (1329) che è ricordata fin dal 1218.

La chiesa si trova sulla sommità del colle di Vespignano, accanto ai resti dell’omonimo castello medievale e vicina alla presunta casa natale del grande pittore mugellano, e presenta una semplice facciata a capanna con unico portale di ingresso sormontato da un piccolo oculo. Il robusto e tozzo campanile appartiene con tutta probabilità ai lavori successivi al terremoto del 1919.

L’interno, ad aula, è dotato di una scarsella a pianta rettangolare e volta a crociera costolonata, poggiante su peducci angolari, decorati con delle testine virili, evidente resto della costruzione del XIII secolo. L’altare maggiore è stato realizzato su disegno di Dino Chini nel 1929 e riprende motivi geometrici in bicromia bianco-verde, di gusto neomedievale. Sulla parete destra dello stesso piccolo ambiente, si vedono tracce di antiche decorazioni dipinte, forse del XV secolo. Sul lato opposto, accanto alla già ricordata nicchia con cornice datata 1277, è collocato un interessante tabernacolo eucaristico in pietra scolpita, riferibile alla metà del Quattrocento. L’arredo, in seguito alla riforma liturgica del Concilio di Trento, adattato alla conservazione degli oli santi, costituisce una rilevante traduzione in un linguaggio rurale ma non privo di raffinata eleganza, dei grandi modelli quattrocenteschi di Desiderio da Settignano o Mino da Fiesole.

Vespignano fonte BertiOltre ad alcuni dipinti di recente fattura è da segnalare la presenza di un organo della seconda metà del XVIII secolo. Sopra la grande pietra del fonte battesimale si trova una espressiva statua di san Giovanni Battista, opera in bronzo di Antonio Berti, risalente al 1954.

-berti-vespignanoSulla parete destra della navata si apre una piccola monofora, anch’essa evidentemente, resto della costruzione medievale, mentre sopra l’altare alla destra del presbiterio si trova, forse non nella collocazione originaria, un affresco raffigurante la Madonna dell’umiltà.

-madonna-dellumilta-vespignanoL’opera è riferita alla mano di Paolo Schiavo, non modesto pittore della metà del XV secolo, che, attivo soprattutto nella campagna fiorentina. L’artista, il cui vero nome è Paolo di Stefano Badaloni (Firenze, 1397-Pisa, 1478), fu allievo di Masolino da Panicale e seppe coniugare con rilevante efficacia le eleganze tardogotiche col robusto e severo senso della realtà di ascendenza masaccesca, caratteristiche leggibili anche in questa opera.

Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email Telegram Copy Link
Previous Article“Tre uomini a Piedi”, libro di Paolo Ciampi. Cinquantenni a piedi sulla Via degli Dei
Next Article Annullato l’incontro “Giotto e la rivoluzione delle arti”

Related Posts

Copertina

La chiesa di San Michele e la rocca di Ampinana

Aprile 18, 2026
Copertina

Il colle di Rossoio e la chiesa di San Martino

Aprile 18, 2026
Copertina

La villa dei Roti e la chiesa di San Romolo a Campestri

Aprile 18, 2026
Copertina

La chiesa di Santa Felicita al Fiume di Gattaia

Aprile 18, 2026
Palazzi e chiese

Malnome la cappella sulla montagna

Marzo 6, 2025
Copertina

Chiesa di Santa Maria a Rostolena

Marzo 6, 2025
Add A Comment
Leave A Reply Cancel Reply

Facebook X (Twitter) Pinterest Instagram YouTube
© 2013 – 2026 Il Filo CF/P.IVA 05160370481 – Informazioni sul copyright
Web project by Polimedia – Siti che funzionano
  • Privacy Policy
  • Chi siamo
  • Redazione

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

Blocco annunci abilitato!
Blocco annunci abilitato!
Il nostro sito web è reso possibile dalla visualizzazione di annunci pubblicitari online ai nostri visitatori. Sostienici disabilitando il tuo blocco degli annunci.