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Home»Copertina»“Memoriale di una vita e tre guerre”, presentazione a Firenzuola
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“Memoriale di una vita e tre guerre”, presentazione a Firenzuola

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Firenzuola –  Il libro “Memoriale di una vita e tre guerre (1900 – 1969)” di Ottorino Orlandini sarà presentato domenica 15 Ottobre alle 17.30 presso la sala consiliare di Firenzuola. La presentazione sarà tenuta dal curatore del volume, e nipote dell’autore, Paolo Gizdulich, con un’introduzione dell’assessore alla Cultura Monica Poli. Si tratta di trentadue episodi indipendenti l’uno dall’altro, dall’autore realmente vissuti, cardini della sua vita. L’ordine di esposizione non è cronologico, è quello suggeritogli dalle
emozioni, dal peso da lui attribuito al singolo ricordo. In questo modo l’autore vuol far conoscere le sue emozioni, esperienze, testimonianze, analisi critiche, deduzioni relative alla situazione socio-politica del momento, alle guerre, in un linguaggio alla portata di tutti e in poche pagine. Da questo tipo di impostazione deriva un’esposizione sintetica e leggera, con descrizione sommaria dell’ambiente dove si svolge l’azione, per poi focalizzare il punto cruciale su cui concentrare l’attenzione e la sua critica, utilizzando espressioni singolari, drastiche e lapidarie.

Un documento storico il cui originale è depositato dal 1971 all’Istituto Storico della Resistenza in Toscana, a Firenze. Fu battuto a macchina in due copie nel periodo 1950-1969  a cura della madre del curatore e cognata dell’autore, con lui che le dettava il testo, punteggiatura inclusa. Lavoravano molto saltuariamente, a tempo libero di entrambi. Ne stesero cinque  versioni. L’ultima, quella depositata all’ISRT, è stata recentemente pubblicata dal nipote dell’autore in versione integrale e fedele copia, “tale e quale”, senza alterazioni di sorta, integrata da brevi note esplicative e una introduzione (entrambe del curatore, aiutato da archivio e appunti dello zio). Nel 2022 il Memoriale ha ricevuto il Premio Speciale “Giuseppe Bartolomei” attribuito dalla Commissione di Lettura dell’Archivio Diaristico Nazionale di Pieve Santo Stefano.

Un  memoriale, cioè 32 ricordi di altrettanti episodi realmente vissuti dall’autore, e con emozione, sparsi nell’arco di  settanta anni (1900-1969). Ricordi di vita, di crescita, fughe, lotte, battaglie, guerre, sopravvivenza, lavori saltuari e umili, manuali, inventati, evidenza della persistenza di un uomo caparbio, che visse da  protagonista della  Storia e della Politica. Arrivato alla fine dei suoi giorni, volle tirare le somme della sua vita. Lo fece scrivendo il  Memoriale, dove Storia, Politica e Battaglie furono ridotte a brevi tracce, cenni, solo nomi dei luoghi. Poté così snellire il testo per richiamare l’attenzione del lettore sulle emozioni e i messaggi che voleva lasciare: di testimonianze inedite, analisi critiche di eventi, errori, fallimenti suoi e della struttura di gestione, eccidi e assassinii.

Tale era la sua passione da voler far conoscere a tutti, all’uomo qualunque, le sue esperienze, illusioni e delusioni, fatti e misfatti. Lo ha fatto parlando direttamente al lettore in prima persona, talché il suo scritto è “un parlato”. I 32 racconti, uno per capitolo, tutti indipendenti l’uno dall’altro, sono presentati in un ordine emozionale, rigorosamente non cronologico, derivato dall’importanza attribuita al ricordo.  

Ne deriva un panorama dell’assetto socio-politico-economico nei primi settanta anni del secolo scorso  in:  Italia e Francia, dove fu esule per più di dieci anni; Spagna con Carlo Rosselli, nella guerra civile degli anni Trenta; di nuovo in Francia nei Maquis  per oltre quattro anni; per rientrare in Italia da partigiano all’8 settembre del ’43, dopo più di venti anni di assenza. Si tratta di un panorama visto con gli occhi di un uomo di origine contadina, nato a Lorenzana (Pisa), di formazione clericale in seminario (interrotto), sindacalista e politico cattolico, Popolare di Don Sturzo, poi nella DC e, infine, partigiano. 

Aveva due inderogabili punti di riferimento che prevaricavano ogni suo altro desiderio, compreso quello di una vita ecclesiastica: seguire i principi di Giustizia e libertà, combattere il fascismo.  Lo fece da uomo di sani e forti principi, con frenetica e persistente attività di oltre 50 anni, riportata nel Memoriale in uno stile prettamente toscano, asciutto e senza inutili barocchismi. Ne emerge rabbia e delusione che raggiunge l’apice per la perdita della guerra in Spagna, con l’espulsione dei volontari stranieri: insopportabile smacco per un uomo che aveva stravolto la sua vita, pur di sconfiggere il fascismo, mentre, invece, con l’espulsione fu dato il via libera ad una escalation che avrebbe portato al nazifascismo e all’Olocausto.  La sua storia emerge da una chiara scrittura, schietta, vibrante, coinvolgente e trascinante, carica di passione politica e ideologica. 

© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 10 Ottobre 2023

 

FIrenzuola Ottorino Orlandini
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