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Home»Le Arti»Artigianato artistico»I coltelli di Daniele Mannini: una scoperta nell’artigianato locale
3 Mins Read Artigianato artistico

I coltelli di Daniele Mannini: una scoperta nell’artigianato locale

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VICCHIO –  Se banalmente accettiamo il termine “pazzia” come sinonimo di genialità, c’è proprio da dire che questo sia il caso di Daniele Mannini, il “coltellinaio pazzo”, come suole farsi chiamare. Residente a Villore, da qualche anno realizza dei singolari coltelli, per cui impiega una grande varietà di materiali.

Tu hai una pagina chiamata “La bottega del coltellinaio pazzo.” Quando è nata questa iniziativa? A me è sempre piaciuto lavorare con le mani, ho sempre voluto creare oggetti, poi mi è presa la passione per i coltelli. Ho fatto tutto da me, sono un autodidatta, mi sono informato principalmente online, poi ho contattato dei coltellinai che mi hanno dato delle informazioni. Inizialmente lavoravo per poter comprare i materiali.

[youtube height=”HEIGHT” width=”WIDTH”]https://www.youtube.com/watch?v=cqpUlQOV0nw[/youtube]

Quale è l’ingrediente principale per fare il tuo lavoro? La passione è certamente fondamentale. Da tante idee devo ingegnarmi per trovare una soluzione finale. Devo studiare una serie di combinazioni, per capire quale sia la migliore. Sembra facile, ma non è scontato. Ho un sacco di iniziative e devo selezionare quelle più appropriate.

E come avviene la realizzazione di un coltello? Prima butto giù un’idea su carta, poi la sagomo sulla lama. In seguito avviene il trattamento tecnico (che è detto tempera d’acciaio), poi viene fatta la ripulitura dell’acciaio, dal momento che gli si forma una crosta scura sopra. In seguito avviene l’affilatura e viene fatta la fodera in cuoio. Per realizzare un coltello si impiegano dalle venti alle trentacinque ore a seconda del modello.

E per quanto riguarda l’impugnatura? Utilizzo principalmente le corna di cervo, che gli animali perdono e posso andare a cercare due o tre mesi all’anno. Oppure seleziono dei legni della zona, che devono stare ad essiccare diverso tempo.

Il tuo è un lavoro molto creativo. Immagino che dovrai fare molto sforzo per immaginare sempre nuovi prodotti… Infatti! La creatività deve essere sempre in azione. A volte la notte mi sveglio perché mi vengono in mente altre forme e altre combinazioni. Non posso eseguire solamente il lavoro che mi viene richiesto, altrimenti questo significherebbe la morte per un artigiano.

E se dovessi fare un bilancio…quanto è il talento e quanta è la pratica? Direi un cinquanta e cinquanta, anche se tenderei a dare più importanza alla pratica. Un artigiano deve fare molte prove prima di avere il prodotto che desidera. Molti materiali vengono buttati via, perché quando ci si mette la faccia, si deve essere sicuri di fare un buon prodotto. Ovviamente è importante anche la manualità, la facilità con cui io maneggio i materiali, che è un dono.

Caterina Tortoli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 21 ottobre 2019

 

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