Close Menu
  • Home
  • News
  • Le Arti
  • Storia e storie
  • Personaggi
  • Palazzi e chiese
  • Opere
  • Scienza e tecnica
  • Teatro in Mugello
  • Libri
    • Gli Autori
    • Lo Scaffale mugellano
  • I collaboratori
Facebook Instagram
Ultime notizie
  • Al Teatro Corsini di Barberino va in scena “La magnifica imperfezione”
  • Spugnole rinasce: festa per la fine dei lavori alla chiesa di Santa Maria e San Niccolò
  • Riapre a Marradi, dopo i lavori, il Teatro degli Animosi
  • Al Museo delle Genti di Montagna di Palazzuolo arriva la mostra “RACAPÀ 727 – Acrylic Pouring Art”
  • Al Circolo Arci di Bivigliano la presentazione del libro di Don Luca Mazzinghi “I salmi del viandante”
  • Alla galleria d’arte E50035 di Palazzuolo arriva “Pantoú Ceramics”
  • “Il duca e l’impiccato”. Doppia presentazione per il libro di Confortini
  • Marco Vichi presenta a Barberino la nuova avventura del commissario Bordelli
Facebook X (Twitter) Pinterest Instagram YouTube
  • Italiano
    • English (Inglese)
Il Filo – Il portale della Cultura del Mugello
  • Home
  • News
  • Le Arti
  • Storia e storie
  • Personaggi
  • Palazzi e chiese
  • Opere
  • Scienza e tecnica
  • Teatro in Mugello
  • Libri
    • Gli Autori
    • Lo Scaffale mugellano
  • I collaboratori
Il Filo – Il portale della Cultura del Mugello
  • Italiano
    • English (Inglese)
Home»Copertina»L’Oratorio della Madonna del Vivaio
6 Mins Read Copertina

L’Oratorio della Madonna del Vivaio

2 commenti6 Mins Read
Share Facebook Twitter Pinterest Copy Link LinkedIn Tumblr Email VKontakte Telegram
Condividi
Facebook Twitter Pinterest Email Copy Link
Oratorio della Madonna del Vivaio

SCARPERIA E SAN PIERO – Nella sua “Descrizione della Provincia del Mugello” pubblicata nel luglio del 1747 Giuseppe Maria Brocchi racconta che nella Cura della chiesa di San Michele a Ferrone è :”L’oratorio di Santa Maria detta del Vivaio, ove è un’immagine della Santissima Vergine assai miracolosa, nuovamente fabbricato presso le mura di Scarperia con ottimo disegno e nobilmente arricchito con ornamenti dalla pietà dei popoli circonvicini..” Questa singolare costruzione fu realizzata fra il 1724 ed il 1741 su disegno di Alessandro Galilei, unico progetto in Toscana dedicato ai luoghi di culto dall’architetto fiorentino.

L’edificio è collocato appena fuori l’abitato di Scarperia lungo la strada che porta a Sant’Agata, su una modesta depressione costretta fra il lato ovest del Palazzo dei Vicari e la riva sinistra del torrente Levisone. In questo lembo di terreno compreso nel beneficio parrocchiale di San Michele a Ferrone confluivano due sorgenti che davano forma ad un vivaio. Accanto al piccolo invaso era un tabernacolo della Madonna col Bambino, detta appunto del Vivaio, ma conosciuta anche come Madonna della Febbre per i benefici miracolosi ottenuti dai malati di ipotermia. Si racconta che “benché dipinta sul muro la Madonna avesse chiuso e aperto gli occhi più volte e fatto altri miracoli” il primo dei quali avvenuto nel 1723, con episodi analoghi ripetuti più volte fino al 1730 sempre testimoniati. Dopo il primo evento, Domenico Romagnoli parroco di San Michele al Ferrone, si adoperò per raccogliere elemosine e costruire un oratorio in onore della Madonna miracolosa, ma non avendo raccolto fondi sufficienti, chiese ed ottenne dal Vicario, un sussidio di 60 scudi necessari per iniziare l’opera.

La prima pietra dell’oratorio fu posata il 7 agosto del 1724 alla presenza dei tecnici e dei rappresentanti della Curia vescovile fiorentina. I lavori di costruzione si conclusero solo dopo diciassette anni con l’immagine della Madonna traslata dal tabernacolo sopra l’Altar Maggiore, all’interno dell’oratorio. Su commissione dell’Ordinario Fiorentino il nuovo luogo di culto fu benedetto e consacrato solennemente il 14 agosto 1741 da Domenico Romagnoli Proposto di Scarperia, con la prima Messa celebrata da Don Giuseppe Maria Raggioli pievano di Fagna al cospetto dei canonici fiorentini e di una moltitudine di fedeli.

La vita dell’oratorio è apparsa spesso tormentata, caratterizzata fin dall’inizio da periodiche ristrutturazioni e restauri, molti dei quali determinati dall’instabilità e permeabilità del terreno sul quale poggiano le strutture. Nonostante forme e linee non concordino con quelle medievali del borgo, l’oratorio costituisce ormai un elemento paesistico distintivo che si innesta perfettamente nel palinsesto dei monumenti più antichi fino a restituire uno scorcio fra i più caratteristici di Scarperia, particolarmente gradevole se osservato in lontananza, dall’estrema periferia ovest del paese.

L’aspetto esteriore dell’edificio ci pone al cospetto di un’architettura particolare costituita da un basamento dalle geometrie articolate, con avancorpi laterali che denunciano la presenza di cappelle interne. Su questo basamento caratterizzato da un paramento di bozze a vista si eleva una struttura intonacata perfettamente cilindrica conclusa da una copertura conica, a sua volta sormontata da una lanterna. La facciata presenta due nicchie laterali vuote e una lapide sopra l’ingresso dall’epigrafe indecifrabile. Nella parte posteriore sono gli ambienti della canonica realizzati verso la metà dell’Ottocento e la piccola torre campanaria eretta all’inizio dello stesso secolo.

Oratorio della Madonna del Vivaio – Interno

L’interno di gusto neo classico è attualmente privo di pavimentazione e si apre su una pianta circolare dalle dimensioni generose, un ambiente completamente libero da infrastrutture che conferisce allo spazio di preghiera un arioso respiro di sacralità.

Il suggestivo impianto della cupola

La luce vi giunge dai quattro finestroni laterali e un suggestivo fascio luminoso scende dalla cupola a schiarire l’area del celebrante.

L’epigrafe all’imposta della struttura cilindrica
Capitelli corinzi della trabeazione superiore

Il perimetro circolare dell’aula è scandito da otto pilastri con lesene disposti ad intervalli regolari che si alzano fino all’imposta della struttura cilindrica sulla quale si appoggia la cupola. Sulla trabeazione superiore che unisce i pilastri è riportata a caratteri cubitali la citazione biblica tratta dal libro di Giuditta:”benedixit te deus in virtute sua quia per te ad nihilum redegit inimicos nostros” (Dio ti ha benedetto nella sua potenza perché attraverso te abbiamo ridotto a nulla i nostri nemici).

La cappella di destra

Sull’aula si affacciano tre cappelle, con quelle laterali più piccole, scandite da un arco a tutto sesto e coperte da volta a botte.

Annunciazione – Giovanni Balducci, sec. XVI, ora nella Propositura dei SS. Jacopo e Filippo

In quella di sinistra era un tempo la tavola dell’Annunciazione attribuita a Giovanni Balducci detto il Cosci ora traslata sul secondo altare di sinistra nella Propositura dei SS. Jacopo e Filippo.

Sacra Famiglia – Stefano Amigoli 1778

Nella cappella di destra resta un’elaborata rappresentazione a fresco della Sacra Famiglia realizzata dal pittore Stefano Amigoli nel 1778.

Cappella di destra – Epigrafe dal Libro di Giuditta
Cappella di destra – Epigrafe leopardiana da All’Italia in onore dei caduti della Prima Guerra Mondiale

Sulle pareti laterali della stessa cappella sono due lapidi marmoree che celebrano il sacrificio dei caduti nel primo conflitto mondiale; la prima ancora attraverso una citazione tratta del Libro di Giuditta e l’altra dal lirico patriottismo leopardiano proposto dell’inno “All’Italia.” Perfettamente contrapposta alla porta d’ingresso è la cappella maggiore che ospita la celebre immagine ad affresco della Madonna miracolosa. Il dipinto trova giusta collocazione in posizione elevata, sopra l’altare, racchiuso in un’edicola di marmo impreziosita da lesene e timpano triangolare.

L’immagine della Vergine miracolosa

Più volte rimaneggiata l’opera raffigura la Madonna seduta su uno scranno con in grembo il Bambino che indossa solo due braccialetti ed una collana di corallo. Dietro le figure si elevano mura merlate con chiaro riferimento al castello di Scarperia. Datazione ed attribuzione dell’opera creano discordia fra gli storici che indicano un tempo di realizzazione prossimo al XIV – XV secolo. Tuttavia, Padre Lino Chini nella sua “Storia antica e moderna del Mugello,” forse con troppa leggerezza, considerava l’affresco databile al XIII secolo attribuendone la paternità al grande Cimabue maestro di Giotto.

La volta della Cappella Maggiore
Decoro della volta nella cappella maggiore -Dino Chini 1935C

Nella volta della cappella che copre il tabernacolo restano le figure di alcuni angioletti, residuo di un’opera più ampia compiuta da Dino Chini nel 1935. Nella prima metà dell’Ottocento l’edificio necessitava già di radicali interventi conservativi, periodicamente compiuti fino alla metà del secolo successivo. Interdetto al culto negli anni venti del Novecento fu oggetto di nuovi dissesti strutturali che ne determinarono la chiusura definitiva nel 1960. In epoca recente è stata intrapresa una nuova campagna di restauro che insieme alle strutture ha interessato anche il consolidamento del terreno circostante. Vuole una tradizione popolare, che i giovani di Scarperia la sera di San Giovanni si bagnassero gli occhi con l’acqua della fonte, così da poter sognare quella notte il volto del futuro coniuge.

Massimo Certini
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 16 ottobre 2024

Massimo Certini oratorio della madonna del vivaio Scarperia e San Piero
Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email Telegram Copy Link
Previous ArticlePaolo Bassani presenta il suo libro “Naturalisti in Mugello” a San Godenzo
Next Article Tour de France in Toscana, Confortini presenta il suo libro su Franco Lotti

Related Posts

Copertina

Al Teatro Corsini di Barberino va in scena “La magnifica imperfezione”

Dicembre 4, 2025
Copertina

Spugnole rinasce: festa per la fine dei lavori alla chiesa di Santa Maria e San Niccolò

Dicembre 4, 2025
Copertina

Riapre a Marradi, dopo i lavori, il Teatro degli Animosi

Dicembre 4, 2025
Copertina

Al Museo delle Genti di Montagna di Palazzuolo arriva la mostra “RACAPÀ 727 – Acrylic Pouring Art”

Dicembre 3, 2025
Copertina

Alla galleria d’arte E50035 di Palazzuolo arriva “Pantoú Ceramics”

Dicembre 3, 2025
Copertina

“Il duca e l’impiccato”. Doppia presentazione per il libro di Confortini

Dicembre 3, 2025
View 2 Comments

2 commenti

  1. Daniele Baldoni on Giugno 18, 2024 2:15 pm

    Un articolo meraviglioso, come tutti quelli di Massimo Certini. Complimenti.

    Reply
  2. Pingback: Scarperia per l’Oratorio della Madonna del Vivaio. Cronaca della serata – Il Filo – notizie dal Mugello

Leave A Reply Cancel Reply

Facebook X (Twitter) Pinterest Instagram YouTube
© 2013 – 2025 Il Filo CF/P.IVA 05160370481 – Informazioni sul copyright
Web project by Polimedia – Siti che funzionano
  • Privacy Policy
  • Chi siamo
  • Redazione

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

Blocco annunci abilitato!
Blocco annunci abilitato!
Il nostro sito web è reso possibile dalla visualizzazione di annunci pubblicitari online ai nostri visitatori. Sostienici disabilitando il tuo blocco degli annunci.