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Home»Copertina»Palazzuolo ricorda Tonino Poli
3 Mins Read Copertina

Palazzuolo ricorda Tonino Poli

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PALAZZUOLO SUL SENIO – Nel centenario della nascita di Antonio Poli, – nacque il 26 Giugno 1926 e morì il 13 Maggio 2008 -, a Palazzuolo sul Senio, nella saletta del Museo delle Genti di Montagna, nel Palazzo dei Capitani, è stata inaugurata una mostra foto-documentaria per ricordarlo.

L’iniziativa è a cura della famiglia, e i due figli, Stefano e Daniela ne hanno curato testi e scelta di documenti. Tonino, così tutto lo chiamavano era un Palazzuolese doc, e tantissimo ha fatto per il proprio paese, che amava profondamente. Lo ha servito da presidente della Pro Loco per molti anni, come vicesindaco e assessore, come promotore della banda musicale del paese, la “G. Savoi” e come ideatore e principale realizzatore del Museo delle Genti di Montagna, che poi gli è stato, giustamente, intitolato.

Riportiamo qui l’introduzione scritta dalla figlia Daniela Poli e, in un’altra pagina, il testo dei ricordi dell’altro figlio, Stefano.

Antonio, per tutti Tonino, nasce a Palazzuolo allora ‘di Romagna’, il 26 Giugno del 1926. Meno di 2 anni prima era nato Beppe, il primo fratello, 18 mesi dopo nascerà Cecco e 8 anni più tardi l’ultimo dei fratelli, Mario. Dorina e Celestino avevano frequentato pochi anni di scuola, sufficienti a saper leggere e scrivere, ma erano persone di grande saggezza, abituate a lavorare sodo. La famiglia, per quanto non certo benestante, possedeva una casa e un castagneto.

Con la madre e i fratelli
In Australia

Celestino commerciava in legname e marroni e in casa non è mai mancato l’essenziale. Certo, la scuola non era considerata una priorità, bisognava lavorare. Tonino finita la V elementare, avrebbe voluto studiare ma l’unica possibilità era andare in Seminario come suo fratello Beppe, fu un compromesso che non volle accettare. Continuò a chiedere a Celestino di poter studiare e finalmente lo convinse. Era il 1940, trovò un lavoro a Firenze e una stanza per alloggio in via dei Servi, avrebbe frequentato le scuole serali.  Finalmente Celestino si convinse ad accompagnarlo a Firenze, arrivarono il 10 Giugno del 1940, il giorno della sciagurata dichiarazione di guerra. Appresa la notizia, Celestino fu irremovibile: torni a casa con me. Studiare è stato per lui sempre un obiettivo, che ha reso concreto nel corso della sua vita applicando studio e ricerca alle tante attività che ha svolto, collaborando con le Università per il sostegno all’agricoltura montana e per la costituzione del Museo.

Il forte legame con la sua terra è stato la cifra della sua vita, per quattro anni è stato emigrante ma non ha mai avuto dubbi che sarebbe tornato a Palazzuolo. Qui ha condotto tutta la sua vita, in un rapporto stretto con la sua gente e sempre con lo sguardo capace di vedere oltre, di capire le difficoltà del paese e proporre progetti concreti. Per lui una certezza: Palazzuolo era il posto più bello del mondo.

Daniela Poli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 1 luglio 2026

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