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Home»News»In evidenza»Rodolfo Ridolfi ricorda i deportati a Mauthausen di Palazzuolo e Marradi
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Rodolfo Ridolfi ricorda i deportati a Mauthausen di Palazzuolo e Marradi

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Presentazione del libro “Domenico Vanni Sovversivo per la Libertà” con Gipo Poli (2005)

MARRADI – Nel giorno della memoria 27 gennaio voglio ricordare alcuni palazzuolesi e marradesi deportati nei campi di sterminio nazisti così come ho scritto nel libro: “Domenico Vanni Sovversivo per la Libertà”. Dalla mia ricerca sulla deportazione, contenuta in parte nel mio libro del dicembre 2011 “DOMENICO VANNI -sovversivo per la libertà, ho potuto rilevare come l’efferatezza nazista fosse accompagnata da un livello di innovazione tecnologica e da una maniacale precisione dei metodi di schedatura dei deportati che non ha eguali. Non c’è deportato politico sul quale i nazisti non abbiano compilato una scheda, Personal Karte, assegnando un numero di matricola e che non sia inserito nella Zugangsbaruck, registro degli arrivi. E così ho potuto ricostruire, grazie ai documenti del Museo della deportazione Toscana e dell’International Tracing Service della Croce Rossa Internazionale di Bad Arolsen, chi furono i deportati a Mauthausen. Nelle pagine del registro degli arrivi a Mauthausen dall’Italia, relativo al trasporto n. 53 ho letto che il 24 giugno del ’44 furono tradotti da Fossoli a Mauthausen 475 deportati ai quali furono assegnati i numeri di matricola compresi fra il 76201 ed il 76675.
Nella sesta pagina dell’elenco del trasporto, con il titolo sottolineato Liste der Zugange vom 24. Juni (arrivi del 24 giugno), c’è scritto: “416 Vanni Domenico 5.3.89 Marradi Baumeister (capomastro, perito edile). 76616 it. Sch. (Italianischer Schutzhaftling, cioè italiano arrestato in virtù del decreto della “Schutzhaft” detenzione preventiva a protezione del popolo e dello stato, così erano definiti i deportati politici) Domenico Vanni nato a Marradi il 5 marzo 1889: sostenuto dalla sezione socialista Spartaco, dalla Lega Operaia, dalla Lega Proletaria e dalla Lega Gruppo Operaio di Palazzuolo di Romagna, guidata da Gino Lombardi, venne eletto, a trentun anni, alla Deputazione Provinciale di Firenze, la prima a maggioranza socialista. Riportò 665 voti contro i 570 del liberale Giuseppe Baldesi, che era stato sindaco di Marradi dal 1908 al 1910 ed i 562 dell’avvocato clericale Giuseppe Stanghellini di Palazzuolo di Romagna. Antifascista, partigiano della Brigata Lavacchini, amico di Saragat, Nenni e Pertini, protagonista insieme ad altri eroici resistenti del salvataggio di quattro aviatori americani abbattuti a Pian delle Fagge in Comune di Palazzuolo di Romagna, riuscì più volte a sottrarsi alla cattura che non potè evitare proprio il 25 maggio quando cadde in un’imboscata mentre si recava a vettovagliare gli americani e a portare, come d’abitudine, l’Avanti! A Palazzuolo. Lo arrestarono, lo tradussero a Villa Triste, in Via Bolognese a Firenze, lo incarcerarono alle Murate, fu trasferito l’11 giugno al campo di concentramento e transito di Fossoli (Carpi) Polizei-und Durchgangslager delle SS per essere deportato a Mathausen come i palazzuolesi: Massimo Biagi diciottenne (4 settembre 1926) matricola 76247, impiegato, trasferito ad Ebensee dove morì il 21 marzo 1945. Giuseppe Donatini nato a Palazzuolo di Romagna il 31 maggio del 1917, fabbro arrestato il 30 maggio matricola 76321 trasferito ad Ebensee dove
morì il 21 aprile 1945. Ubaldo Galeotti nato a Palazzuolo di Romagna, il 5 luglio 1886 avvocato matricola 76349 Kommando, sottocampo di Melk, Abazia di Melk quella del film “Nel nome della rosa”… Nel trasporto n. 53, partito da Fossoli il 21 giugno ‘44 ed arrivato a Mauthausen il 24 giugno ’44, c’erano anche i marradesi: Alberto Ciani, commerciante, nato a Marradi il 5 ottobre 1915, arrestato dalle SS il 22 maggio ‘44 e trasferito alla Fortezza di Prato, sede della Guardia Repubblicana. Anche lui era sul trasporto n. 53 diretto a Mathausen dove lo tennero fino al 10 agosto 1944 per poi trasferirlo dal 13 agosto al 15 aprile ‘45 nel Kommando sottocampo di Wiener Neustadt e dal 16 aprile al 5 maggio ‘45 in quello di Steyr-Muenicholz. Matricola n. 76295. Ciani, liberato dalle truppe americane rimpatriò via Bolzano il 30 giugno del ‘45 Armando Visani nato a Marradi il 20 agosto 1918, morto a Gusen il 23 novembre ‘44, matricola 76629 arbeiter (lavoratore). Claudio Bandini nato a Marradi il 27 luglio 1926 funzionario matricola 76221, da Mauthausen venne trasferito nel Kommando, sottocampo di Ebensee dove morì il 28 aprile ‘45. A Mauthausen, dove era giunto l’11 marzo con il trasporto n. 32 dell’ 8 marzo 1944, mio nonno e gli altri suoi compagni di sventura trovarono Giampiero Verdi, matricola 57465, nato a Marradi il 28 giugno ‘23, meccanico, mechanische, arrestato dalla Guardia Nazionale Repubblicana in una retata dopo lo sciopero generale del marzo ’44, internato alle Scuole Leopoldine di Firenze. Da Mauthausen Verdi fu trasferito a Gusen dove morì il 22 aprile ‘45. L’ultimo deportato marradese, in ordine di tempo, in un campo di sterminio è stato Alessandro Pieri, nato a Marradi il 21 giugno 1884, matricola 21774, prigioniero nel campo di Bolzano fino al 5 settembre ’44 che venne trasferito, con il trasporto n. 81, a Flossemburg poi ad Hersbruck dove morì il 5 novembre ‘44.  Già Sindaco di Marradi ed attualmente consigliere comunale di Palazzuolo.

Rodolfo Ridolfi
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 31 Gennaio 2021

Domenico Vanni giorno della memoria Marradi
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