Autore: Andrea Pelosi

SCARPERIA E SAN PIERO – Vi siete mai domandati cosa facevano i Medici in Mugello? Come trascorreva la sua giornata Lorenzo il Magnifico? Chi erano i suoi amici, le ragazze del luogo che diventarono i primi amori adolescenziali? Chi erano e che ruolo avevano i fattori e i garzoni delle fattorie? Come gestivano i Medici poderi e boscaglie? Come nascevano in campagna le composizioni poetiche e letterarie? Come vestivano e cosa mettevano in tavola? Dove si trovava il luogo segreto frequentato solo dalle donne medicee? Cos’era l’esercito del Mugello? In quale strano modo nacque la meravigliosa ragnaia di Cafaggiolo? Di…

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La bella facciata in pietra della pieve qualifica il breve slargo animato dalla statua dell’Apostolo che dà il titolo oltre che all’organismo religioso, a tutto l’abitato sorto alla confluenza del torrente Carza con il fiume Sieve. Le prime notizie della pieve risalgono al 1018, ma è probabile che la fondazione risalga all’età altomedievale, mentre la sua ubicazione pare strettamente legata alla importante direttrice viaria del valico appenninico ed alla presenza del ponte di attraversamento del fiume Sieve.Fino dal XIV secolo il patronato della pieve appartenne alla famiglia Medici che possedeva beni nell’area e che svolse una significativa opera di mecenatismo…

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“Nell’anno del Signore 1275 il prete Giambono fece fare questo ospedale per la salvezza della sua anima, Mastro Panizza mi costruì”. Era uso comune nei tempi antichi che a completamento del cantiere fosse posta un’iscrizione in memoria dell’opera compiuta, riportando il nome del committente con la formula “fecit fieri” e il nome del capocantiere con la formula “me fecit”. Questa lapide si trovava sul muro esterno dello spedale, poi Cappella della Compagnia, che si trova davanti alla chiesa. Oggi è sostituita da una copia. Gli spedali erano luoghi di accoglienza per i viandanti e soprattutto per i pellegrini, i quali…

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La mattina del 9 settembre 1944 l’esercito tedesco minò il ponte sul Carza che si trova nelle vicinanze della pieve, facendolo saltare. Lo scoppio di notevole violenza investì anche la chiesa, mandando in frantumi le vetrate delle finestre e facendo crollare parte delle volte. Le vetrate che erano andate perdute nella guerra erano state commissionate solo pochi anni prima, nel 1935, al mastro vetraio Rodolfo Fanfani e furono pagate tramite la donazione di famiglie locali, i cui stemmi campeggiavano al centro delle finestre. Gli stemmi e i nomi delle famiglie che si vedono oggi sono invece quelli dei benefattori che…

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Il piccolo busto della Vergine Maria con il Bambin Gesù apparteneva al pievano Brunori che nel 1853 lo donò alla chiesa, appena preso possesso della parrocchia. La scultura è stata poi restaurata nel 1934 e in tale occasione ha probabilmente acquisito la colorazione attuale.Non ci sono notizie precedenti per poter individuare un artista e un periodo di produzione con certezza, ma la scultura presenta tutti gli elementi per poter appartenere a una grande produzione in serie di busti di Madonna tipica del ‘400 fiorentino. Nelle botteghe degli artisti di Firenze dove si lavoravano i capolavori rinascimentali, si fabbricava anche una…

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Il grande crocifisso ligneo innalzato sopra l’altare maggiore della pieve è tornato al suo attuale splendore nel 2021 dopo un lavoro di restauro che, fra le altre cose, ha rimosso la finta bronzatura e doratura fatta fare nel 1856 dal pievano di allora. Prima di questo intervento, e già dalla fine dell’ Ottocento, gli studiosi avevano attribuito l’opera alla mano di Raffaello da Montelupo, scultore della prima metà del ‘500. Questa attribuzione, oltre all’analisi stilistica resa comunque difficile dalla bronzatura, si appoggia su una possibile ricostruzione storica. Negli anni Trenta del Cinquecento, mentre la fama di Raffaello da Montelupo era…

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Nella piccola cappella appositamente aperta nel 1935 sul lato destro del presbiterio, è collocata la teca in legno intagliato e dorato che contiene il corpo di San Vincenzo Martire, giunto a San Piero a Sieve da una delle catacombe romane in occasione del giubileo del 1825 su intercessione dell’arcivescovo di Firenze Pier Francesco Morali. Il corpo del martire, rivestito con abiti antichizzanti, è collocato disteso all’interno di una bella teca lignea intagliata e dorata di fattura ottocentesca, sulla quale è apposto lo stemma dei coniugi che commissionarono l’opera.La comunità sanpierina è sempre stata molto devota al santo, del quale ogni…

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L’Oratorio sede della Compagnia dell’Assunta costituisce un inedito fondale del breve slargo aperto in fregio alla via Provinciale e dialoga con l’ampia facciata della Pieve di S. Piero elevata dalla parte opposta della strada. La fondazione dovrebbe risalire al tardo Medioevo sulla base di un ospitale-ospizio sorto lungo la importante strada transappenninica per offrire rifugio a viandanti e pellegrini, di cui si conserva testimonianza nella copia dell’iscrizione prossima all’ingresso.L’edificio sorto sul limite dello scoscendimento che conduce al centro dell’abitato presenta un accesso sopraelevato e raggiungibile con una scala a doppia rampa che anima la parte basamentale del prospetto e introduce…

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Sul lato destro della facciata della chiesa si attesta l’alto muro in cui si apre il monumentale portone arcuato corniciato da bugnato in pietra che dà accesso alla canonica ed al vasto ambiente del “salone mediceo” sviluppato lungo tutto il lato destro del sagrato antistante la chiesa.Il complesso potrebbe essere frutto di un intervento forse attribuibile al mecenatismo mediceo e condotto nel corso del Cinquecento, come sembra dimostrare la facies architettonica caratterizzata dalle pareti ad intonaco e dalle membrature architettoniche in pietra arenaria del bugnato d’angolo e delle finestre.Le finestre sono caratterizzate dal davanzale in pietra sostenuto da piccole mensole…

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Suffraganea della pieve di S. Pietro, la chiesa di S. Stefano ha svolto funzione parrocchiale per il borgo di Campomigliaio cui è strettamente legata.Le prime notizie risalgono al 1094 in un documento relativo alla Badia di Buonsollazzo, ma è pensabile che la chiesa fosse già esistente e comunque negli anni in cui era attiva la pieve con cui ha condiviso il patronato della famiglia Medici (poi sostituito dai Pitti-Gaddi). La chiesa attuale, frutto di una ricostruzione degli anni 1848-50 ampiamente rimaneggiata negli anni ’30 del Novecento, presenta un impianto longitudinale ad aula unica e copertura in volta a botte; il presbiterio…

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