Autore: RedFilo Cultura

BORGO SAN LORENZO – La vicenda di questo busto in terracotta policroma e di quello analogo ma privo di cromia collocato sulla lunetta del portale centrale della facciata della chiesa (pieve di San Lorenzo), sono state svelate recentemente e si tingono di giallo: si tratterebbe, in entrambi i casi di due copie eseguite in epoche differenti di un originale, recentemente riconosciuto in una collezione privata, ma proveniente dalla pieve borghigiana, eseguito nientemeno che dal grande Donatello. Secondo la ricostruzione dei fatti compiuta da un noto studioso (il prof. Francesco Caglioti), l’originale donatelliano, eseguito per la pieve di Borgo, forse su…

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BORGO SAN LORENZO – La grande tela, centinata e fornita della sua cornice originale, presenta una scena divisa in due parti: in alto, la Vergine col Bambino è circondata da una schiera di angeli; in basso, una folla di devoti, in secondo piano, è accompagnata da tre Santi che, inginocchiati davanti ad un altare dal quale pende, tra l’altro, la corona del rosario, implorano la Vergine: San Carlo Borromeo, San Domenico e Santa Caterina da Siena assieme a due figure, probabilmente i committenti dell’opera. L’opera, dall’evidente carattere controriformistico, per la teatrale, didascalica e chiara esposizione del soggetto trattato, appartiene certamente…

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BORGO SAN LORENZO – Il semplice monumento, come recita l’iscrizione che vi si può leggere, segna il punto della sepoltura del pievano Damiano Manti da Imola, prete ed illustre umanista che resse la pieve borghigiana per ben 40 anni, dal 1503 al 1543, operandovi importanti restauri che la salvarono dalla distruzione e operò per la fondazione dell’attiguo monastero domenicano di Santa Caterina (1516).

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BORGO SAN LORENZO – La tela, inquadrata in un complesso decorativo dovuto allo scultore Salvatore Cipolla, rappresenta una imponente e solenne figura di San Giovanni Battista, eseguita da Galileo Chini. Acquistato dalla Cassa di Risparmio di Firenze, il dipinto è stato poi concesso alla pieve borghigiana. Questo lavoro, appartenente alla fase tarda della produzione chiniana, è caratterizzato dalla forte plasticità della figura del Santo, potentemente definito da pennellate veloci e cromaticamente contrastanti, che tendono ad accentuare l’effetto drammatico. Questa tela, assieme alla decorazione del catino absidale, costituisce una muta testimonianza che allude al complesso di interventi dello stesso Galileo e…

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BORGO SAN LORENZO – La lapide settecentesca, collocata in origine all’esterno del monastero domenicano di Santa Caterina e ricoverata all’interno della pieve riveste essenzialmente un’importanza documentaria, rievocando in maniera abbastanza minacciosa, le pene a cui era soggetto chiunque avesse contribuito a disturbare la quiete delle monache domenicane o avesse mancato di rispetto alla loro vita claustrale.

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BORGO SAN LORENZO – Il dipinto, attribuito concordemente al pittore Piero di Cosimo e databile ai primissimi anni del Cinquecento, raffigura quella che viene definita una “sacra conversazione”, in cui le figure rappresentate sembrano assumere un atteggiamento “dialogante” fra loro. L’impostazione monumentale delle figure, il disegno essenziale e preciso, la gamma cromatica impiegata, nonché la sensibile rappresentazione del paesaggio, richiamano una tendenza arcaizzante e neoquattrocentesca assunta dal pittore proprio agli inizi del Cinquecento, forse anche a causa dell’influsso sul suo animo della predicazione savonaroliana. Si tratta di un’opera di notevoli qualità pittoriche, espressione di una devozione tanto semplice e sincera…

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Bel dipinto, opera di Jacopo Vignali, che l’ha firmato e datato 1648, veramente interessante per la complessità della composizione e per l’intenso lumismo che la pervade. L’olio su tela di Vignali è collocato nella Pieve di San Lorenzo.La potenza espressiva delle figure e il vivace cromatismo accentuano il dinamismo della scena e il senso di agitazione che pervade i personaggi, investiti dalle fiammelle dello Spirito Santo. Anche in questo caso, l’intenso patetismo delle figure e la chiarezza dell’iconografia rimandano alla cultura della Controriforma che richiedeva alle arti figurative di mettersi al servizio della diffusione della fede e della educazione dei…

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La grande ancòna – collocata nella navata di destra della Pieve di San Lorenzo, nei pressi dell’ingresso della sacrestia -, dalla forma goticamente allungata costituisce molto probabilmente il pannello centrale di un polittico i cui laterali sono andati dispersi, o comunque non ancora identificati e che probabilmente era destinato all’altare maggiore della pieve, come era consuetudine nel Medioevo.Il dipinto raffigura la Madonna seduta in trono. Il trono, costituito da cuscini e dal drappo d’onore, ha perso ogni connotazione architettonica per divenire un prezioso e decoratissimo scrigno. Vestita di un abito raffinato d’oro punzonato, a simulare ricamidecorativi, e con il manto…

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BORGO SAN LORENZO – Il semplice tabernacolo murario rappresenta un tipico esempio di manufatto riconducibile ad una bottega fiorentina, o toscana, della prima metà del Cinquecento, forse riconducibile agli interventi di restauro operati dal pievano Damiano Manti da Imola, che resse la pieve dal 1503 al 1543.

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BORGO SAN LORENZO – Si tratta di una croce sagomata e dipinta, raffigurante il Cristo Crocifisso. Privata probabilmente dei terminali dei bracci della croce, l’opera è stata concessa in deposito alla pieve borghigiana dal Seminario maggiore di Firenze, per essere collocata al centro dell’abside dopo il rimaneggiamento della zona presbiteriale in seguito alla riforma liturgica successiva al Concilio Ecumenico Vaticano II. L’opera riprende una tipologia cara al pittore fiorentino Lorenzo Monaco, così chiamato per la sua appartenenza all’ordine dei camaldolesi ed esponente di spicco della cosidetta “Scuola degli Angeli”, fiorita all’interno del monastero fiorentino di Santa Maria degli Angeli e…

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