BORGO SAN LORENZO – La piccola porta in pietra scolpita, aperta nel vano dell’abside della pieve, in origine conduceva in ambienti attigui alla chiesa e reca sull’architrave lo stemma del pievano Jacopo di Giovanni Ugolini, titolare della pieve dal 1432 al 1447, epoca alla quale si potrà riferire anche questo manufatto. E’ da ricordare anche che lo stesso pievano aveva fatto edificare, sul fianco sinistro della chiesa una vasta sacrestia, demolita nel corso dei restauri novecenteschi.
Autore: RedFilo Cultura
Il grande Crocifisso ligneo policromato che campeggia al centro del presbiterio della Pieve di San Lorenzo a Borgo San Lorenzo proviene dalla soppressa chiesa borghigiana di San Francesco dalla quale probabilmente giunse in questa sede dopo la soppressione napoleonica del 1808 e, secondo studi recenti, è avvicinabile ai modi eleganti e potenti, di ispirazione michelangiolesca, di Jacopo Sansovino nei primi decenni del Cinquecento.
BORGO SAN LORENZO – Il dipinto murale, una tempera a secco, collocato nel catino absidale della pieve, rappresenta, al centro il Cristo Pantocratore (vale a dire onnipotente), seduto su un trono di nuvole e inserito entro una fulgida mandorla dorata, mentre la mano destra mostra le tre dita, simbolo della Trinità, e quella sinistra sorregge una piccola teca; il piede sinistro, invece, poggia su un globo dorato, simbolo dell’intero creato. Al suo fianco, su uno sfondo blu, campeggiano gli antichi protettori del comune di Borgo san Lorenzo, San Martino (a destra) e San Lorenzo (a sinistra), chiaramente riconoscibili dai loro…
BORGO SAN LORENZO – La tela raffigura San Giovanni Evangelista che, seduto in basso a sinistra, appare nell’atto di scrivere su un libro, con alle spalle tre santi riconoscibili in Sant’Antonino, vescovo di Firenze e santo domenicano, Santa Caterina da Siena, anch’essa appartenente all’ordine di San Domenico e Santa Margherita. In alto a destra, sopra una nuvola sorretta da angeli, si vede la Vergine, raffigurata in un ardito scorcio sotto in su. La scena è chiaramente identificabile con l’episodio narrato nell’Apocalisse della visione, da parte di Giovanni, dell’Immacolata Concezione con la falce di luna ai suoi piedi. Il dipinto è…
BORGO SAN LORENZO – Questo dipinto su tavola costituisce uno dei più importanti capolavori conservati all’interno della pieve borghigiana. Rappresenta la figura, statuaria e languidamente in posizione con andamento a leggera spirale, affiancato da un santo anziano e barbuto, rivestito con un saio monastico bianco, tradizionalmente identificato con San Macario ma che potrebbe invece identificarsi col santo camaldolese Romualdo, con un bastone in una mano e un libro (la regola ?) nell’altra. Sul lato opposto campeggia la dolce e malinconica figura di San Vincenzo Ferrer, santo domenicano di origine spagnola, nell’atto di indicare, in lato, la figura di Cristo. Il…
BORGO SAN LORENZO – La pala è databile al 1615, anno in cui, secondo le fonti, l’altare in cui è collocata fu fondato dal borghigiano Vittorio Grossi, forse in ricordo di una qualche pestilenza (o altro evento negativo) ed è attribuita a Matteo Rosselli, uno dei più attivi pittori fiorentini della prima metà del Seicento. In effetti, l’opera, malgrado il suo carattere intensamente devozionale (rappresenta, infatti, i due santi Domenico e Francesco che, assieme alla Vergine, implorano Cristo di non punire gli uomini per i loro peccati), secondo lo spirito della Controriforma che richiedeva rappresentazioni sacre chiaramente leggibili e dal…
BORGO SAN LORENZO – La tela, che raffigura due tra i santi più popolari ed amati in adorazione del Bambino Gesù in piedi su un libro aperto (il Vangelo ?), si mostra come un’opera a carattere devozionale riconducibile al pieno Seicento per i morbidi impasti chiaroscurati e per l’intenso luminismo. Alcune eleganze e delicatezze sembrano presagire l’avvento del Settecento. Il suo autore, non ancora identificato, appare capace di un linguaggio non banale che sembra muoversi all’interno delle morbide atmosfere furiniane, unite ad altre suggestioni culturali riconducibili alla fine del Seicento.
BORGO SAN LORENZO – L’affresco a forma di lunetta proviene dall’attiguo monastero domenicano di Santa Caterina da Siena e raffigura una “sacra conversazione” alla quale partecipano tre santi dell’ordine domenicano ed il protettore di Borgo San Lorenzo. Il dipinto è firmato da Sebastiano Misuri, un modesto pittore della fine del Cinquecento, noto soltano per questa opera, nella quale si esprime con un linguaggio arcaizzante di gusto primocinquecentesco, forse anche per accondiscendere alle richieste della committenza monastica.
BORGO SAN LORENZO – Alle pareti laterali della chiesa si trovano otto altari in pietra scolpita, caratterizzati da decorazioni di gusto classico e rinascimentale di notevole qualità e varietà. Con tutta probabilità si tratta di manufatti realizzati agli inizi del Cinquecento per volere del pievano Damiano Manti da Imola, religioso e umanista che resse la pieve borghigiana per ben quaranta anni, dal 1503 al 1543 e che fu l’artefice di una imponente campagna di lavori alla chiesa, che aveva trovato in precarie condizioni.
Nel 1926 si celebrò il settimo centenario della morte di San Francesco d’Assisi, ricorrenza particolarmente sentita nel Mugello, terra nella quale il Terz’Ordine francescano contava una presenza radicata. Nell’ambito delle numerose iniziative prese a Borgo San Lorenzo per quell’occasione fu realizzata anche questa monumentale edicola, eretta nel cuore religioso del paese, tra la pieve di San Lorenzo ed il cinquecentesco monastero domenicano di Santa Caterina.Inaugurata il 4 ottobre 1926, la sua realizzazione si deve interamente alla Manifattura Chini ed ai suoi collaboratori. Essa è costituita da una nicchia rivestita di piastrelle dalla notevole efficacia decorativa, nella quale è collocata la…

