Close Menu
  • Home
  • News
  • Le Arti
  • Storia e storie
  • Personaggi
  • Palazzi e chiese
  • Opere
  • Scienza e tecnica
  • Teatro in Mugello
  • Libri
    • Gli Autori
    • Lo Scaffale mugellano
  • I collaboratori
Facebook Instagram
Ultime notizie
  • A Dicomano una conferenza dal titolo “Il Passaggio Palinsesto”
  • Un nuovo libro sulla natura mugellana: “Le libellule del Mugello” di Alessandro Francolini e Massimo Squarcini
  • A Ingorgo Letterario una testimonianza sulla strage di Capaci e lo sguardo di Falcone
  • “Endless Peaks”. Al Garibaldi il docufilm sulla traversata di corsa dell’arco alpino
  • “Un gatto nel computer”. A Galliano una conferenza sui misteri della meccanica quantistica
  • “Un Mugellano in Quisqueya. Diari dalla Repubblica Dominicana”, a San Piero a Sieve la presentazione del libro di Giovanni Berti
  • “Mi racconti una storia?” A Borgo incontri di lettura per bambini
  • A Remida il teatro prende vita: al via il nuovo laboratorio “Dietro le quinte”
Facebook X (Twitter) Pinterest Instagram YouTube
  • Italiano
    • English (Inglese)
Il Filo – Il portale della Cultura del Mugello
  • Home
  • News
  • Le Arti
  • Storia e storie
  • Personaggi
  • Palazzi e chiese
  • Opere
  • Scienza e tecnica
  • Teatro in Mugello
  • Libri
    • Gli Autori
    • Lo Scaffale mugellano
  • I collaboratori
Il Filo – Il portale della Cultura del Mugello
  • Italiano
    • English (Inglese)
Home»Storia e storie»Due donne innamorate
3 Mins Read Storia e storie

Due donne innamorate

Nessun commento3 Mins Read
Share Facebook Twitter Pinterest Copy Link LinkedIn Tumblr Email VKontakte Telegram
Condividi
Facebook Twitter Pinterest Email Copy Link

MUGELLO – Una straordinaria coincidenza, davvero. E per di più alla fine del mondo, in una pozza di sole. Il luogo è l’Appennino sopra Firenzuola, l’anno il 1916, agosto il mese. La guerra semina morte in tutta Europa.

Velia Ruffo è in villeggiatura a Covigliaio, hotel Baglioni. È la sorella di Titta Ruffo, il re dei baritoni del tempo, ed è la moglie di un sovversivo non ancora tristemente famoso: Giacomo Matteotti. A Covigliaio, Velia e Giacomo erano stati in vacanza da fidanzati, anni prima. Amano la montagna e l’aria buona, le passeggiate e la solitudine. Lassù, vicino al passo della Futa, si mangia bene e l’oste si perde in racconti  che destano meraviglia. Del resto, da quell’albergo – già hotel La Posta e più di recente hotel Gianna – è passata la storia. Siccome l’unica strada di collegamento tra Bologna e Firenze scorreva proprio qui, a Covigliaio hanno mangiato o dormito in parecchi. Ti basti sapere che un paio di papi e Carlo Alberto, lo zar e Garibaldi, De Sade e l’Alfieri, tutti in ottima compagnia, hanno sfilato tra questi poggi. Velia è da sola. Giacomo è rimasto a Rovigo a lottare contro la guerra. Nel consiglio provinciale del 5 giugno attacca violentemente il governo, sostiene che questa non è la sua patria. Scoppia il putiferio. Viene accusato di sovversivismo, è un disfattista, un uomo pericoloso. Il prefetto ne richiede addirittura l’arresto immediato. All’inizio di agosto la sentenza: condannato e spedito in esilio in Sicilia, a Messina. Scrive a Velia: vieni immediatamente. La lettera raggiunge la moglie il pomeriggio del 3. Legge e un nodo le stringe la gola. Si sono appena sposati e non si sono mai visti. Lei tra Roma e Fratta Polesine, lui sempre in giro, sedotto dalla politica, afferrato dal bisogno di fare, al servizio di quei poveracci di contadini che vivono in condizioni di miseria assoluta, le terre più povere d’Italia. Si rifugia in camera, spalanca le persiane, meditabonda getta lo sguardo oltre i monti, laggiù, verso Firenzuola, verso la piana. Si è intristita si colpo.

Non sa che di faccia a lei, a un paio di miglia dal Giogo (al Barco, per la precisione), una donna sta scendendo dall’Autovia. È di una bellezza eretica, ha quarant’anni , ha già visto tutto. Le lenzuola del suo letto sono state sgualcite da artisti e da letterati. È socialista, ma è pronta ad affrontare la rivoluzione del secolo. Senza nessuna paura. Ad aspettarla, un tale che ha una decina di anni meno di lei, giacca sdrucita, scarpe legate con lo spago, la testa fiammante. Un uomo bizzarro, una donna sul baratro. Lei è Sibilla Aleramo, lui è Dino Campana. Mentre Velia si dispera e prepara i bagagli per salutare il suo Giacomo, i due poeti si sfiorano appena con gli occhi. Si sono già innamorati.

Riccardo Nencini
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 27 gennaio 2019

Dino Campana riccardo nencini
Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email Telegram Copy Link
Previous Article“Il viaggio per la libertà”, una serata di teatro e solidarietà, per non dimenticare
Next Article FOTONOTIZIA – A Palazzo dei Vicari la conferenza sull’oratorio della Madonna del Vivaio

Related Posts

Copertina

Biblioteche mugellane. On line le schede sugli archivi storici comunali

Ottobre 28, 2026
Copertina

La guerra di Petrarca contro gli Ubaldini in Mugello: quando la penna diventa una spada

Ottobre 11, 2026
Copertina

PERSONAGGI STORICI – Marco da Gagliano, un compositore moderno

Ottobre 11, 2026
Copertina

Le Vie degli Dei tra Firenze e Bologna. Una riflessione tra la realtà e l’immaginazione – Parte 1

Ottobre 11, 2026
Storia e storie

L’antica storia del Molino dei Lotti, a Firenzuola

Ottobre 11, 2026
Copertina

La chiesa di San Lorenzo a Pietramala

Settembre 27, 2026
Add A Comment
Leave A Reply Cancel Reply

Facebook X (Twitter) Pinterest Instagram YouTube
© 2013 – 2026 Il Filo CF/P.IVA 05160370481 – Informazioni sul copyright
Web project by Polimedia – Siti che funzionano
  • Privacy Policy
  • Chi siamo
  • Redazione

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

Blocco annunci abilitato!
Blocco annunci abilitato!
Il nostro sito web è reso possibile dalla visualizzazione di annunci pubblicitari online ai nostri visitatori. Sostienici disabilitando il tuo blocco degli annunci.