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La Pieve di Camaggiore

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FIRENZUOLA – La pieve di Camaggiore fu costruita nei pressi del castello delle Piagnole, lungo la strada che costeggiando il lato sinistro del Santerno, portava verso Imola e la Romagna. Non essendo riportata nell’elenco, del 1145, della spartizione delle chiese fra gli Ubaldini ( citato da Stefano Casini ) si ritiene che all’epoca non fosse stata ancora costruita. Alla base del campanile dovrebbe essere murata una pietra che riporta la seguente iscrizione: B. C. P(LEBANUS) FE(CIT) A(NNO) MCCIV e che potrebbe indicare l’anno della sua fondazione. Nel 1257 è, comunque, presente e attiva in quanto il cardinale Ottaviano Ubaldini ne ottiene il patronato.


Dell’antica chiesa romanica oggi non rimangono tracce; l’edificio fu, a partire dal 1908, completamente rifatto spostando addirittura la facciata, che allora era rivolta verso il monte, e girandola verso la strada e il Santerno; l’interno fu decorato con motivi neomedioevali, secondo il gusto dell’epoca; il rosone fu adornato con una vetrata raffigurante la decollazione di San Giovanni Battista, realizzata dai Chini di Borgo San Lorenzo, purtroppo danneggiata , negli anni ottanta, da una tromba d’aria e successivamente sostituita. L’inaugurazione della nuova chiesa avvenne il 22 settembre 1912 con l’intervento del cardinale Alfonso Maria Mistrangelo.
Nel 1784 l’arcivescovo Antonio Martini, nella sua visita pastorale nella zona di Firenzuola, durata per circa tre mesi, quando si recò a Camaggiore notò “ che le vie erano rotte, mancavano ponti sui fiumi, per cui quando questi erano grossi spesso qualche infelice perdeva miseramente la vita nelle acque”. Per venire incontro ai bisogni della popolazione si fece portavoce di fronte al Granduca Pietro Leopoldo ed ottenne che venissero costruiti due ponti carrabili, uno sul fiume Diaterna e uno sul fiume Santerno, presso la detta chiesa. Il Granduca fu convinto dall’arcivescovo Martini, ma anche dal malcontento popolare dovuto alla soppressione della Badia di Moscheta, decretata nel 1778 e resa effettiva nel maggio 1784. La costruzione dei ponti fu una sorta di opera compensatoria, la quale fu probabilmente finanziata con i proventi della vendita dei beni della Badia e quella successiva, del 1785, dei beni delle confraternite religiose in quell’anno soppresse. A titolo di curiosità, il ponte costruito su Diaterna, fu iniziato nel luglio del 1785, nel febbraio 1786 fu distrutto da una piena e ricostruito più a monte.
La notte tra l’otto e il nove novembre 1991 vennero rubati, oltre a numerosi arredi sacri, due grandi dipinti: una decollazione di San Giovanni Battista del pittore di Sansepolcro Santi di Tito, firmata e datata 1597, con la sua bella cornice dell’epoca sagomata e dorata, e una copia seicentesca della Madonna del baldacchino di Raffaello, alla quale, l’anonimo copiatore, aveva aggiunto la figura di San Domenico, al posto di quella di San Bernardo di Chiaravalle, e una serie di medaglioni con i misteri del Rosario. Fortunatamente i ladri non si accorsero della presenza nella sacrestia di un crocifisso ligneo, o forse lo disdegnarono a causa delle pesanti ridipinture: si trattava di un Crocifisso Trionfante del XII secolo. La statua, subito dopo il furto, fu tolta e avviata al restauro; oggi si trova nella chiesa di San Giovanni Battista di Firenzuola ed è senza dubbio la più importante opera artistica di tutto il nostro territorio.
Il 12 dicembre del 2017, a causa di un fortissimo vento, fu divelta parte della copertura e la pieve fu dichiarata inagibile e chiusa al pubblico. I danni sono stati finalmente riparati ed oggi, lunedì 7 dicembre, dopo tre anni, l’edificio sarà finalmente riaperto al culto.

Sergio Moncelli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 7 dicembre 2020

Camaggiore FIrenzuola
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