Close Menu
  • Home
  • News
  • Le Arti
  • Storia e storie
  • Personaggi
  • Palazzi e chiese
  • Opere
  • Scienza e tecnica
  • Teatro in Mugello
  • Libri
    • Gli Autori
    • Lo Scaffale mugellano
  • I collaboratori
Facebook Instagram
Ultime notizie
  • Alla scoperta del liberty dei Chini. Un’iniziativa dell’Unione dei Comuni del Mugello
  • Moving Vision: danza, cinema e talento in scena all Museo Spazio Brizzolari
  • San Piero a Sieve si prepara per la diciannovesima edizione di “Estemporanea”
  • A Vicchio la presentazione del libro “Il Mugello in camicia nera”
  • La seconda edizione del Marradi Art Festival
  • Di nuovo un gran successo al Verdi di Firenze per la Compagnia delle Formiche
  • Teatro e cinema, il programma della settimana al Corsini di Barberino di Mugello
  • Verso l’800° anniversario della morte di San Francesco d’Assisi
Facebook X (Twitter) Pinterest Instagram YouTube
  • Italiano
    • English (Inglese)
Il Filo – Il portale della Cultura del Mugello
  • Home
  • News
  • Le Arti
  • Storia e storie
  • Personaggi
  • Palazzi e chiese
  • Opere
  • Scienza e tecnica
  • Teatro in Mugello
  • Libri
    • Gli Autori
    • Lo Scaffale mugellano
  • I collaboratori
Il Filo – Il portale della Cultura del Mugello
  • Italiano
    • English (Inglese)
Home»Personaggi famosi»Giovanni Malesci
7 Mins Read Personaggi famosi

Giovanni Malesci

2 commenti7 Mins Read
Share Facebook Twitter Pinterest Copy Link LinkedIn Tumblr Email VKontakte Telegram
Condividi
Facebook Twitter Pinterest Email Copy Link

Giovanni MalesciGiovanni Malesci nacque il 13 settembre 1884 a Vespignano, uno dei borghi che compongono il comune di Vicchio, nel Mugello. Terra assai ricca di tradizione e gloria artistica, questo lembo di collina Toscana: proprio Vespignano, infatti, diede i natali a Giotto di Bondone, mentre a San Michele di Rupecanina, antica frazione di Vicchio, vide la luce il Beato Angelico.
Di famiglia semplice, Malesci cominciò presto a lavorare come artigiano. Sfruttava però ogni momento libero per dedicarsi alla sua vera passione, il disegno. I suoi schizzi, incredibilmente freschi e precisi, stupirono prima i compaesani e poi il pittore fiorentino Raffaello Sorbi (1844-1931), interpellato da un amico della famiglia Malesci affinché esprimesse un giudizio sul talento del giovane. Già celebrato come enfant prodige e promessa dell’arte italiana, vincitore di importanti concorsi ancor prima di compiere 18 anni, Sorbi si era poi parzialmente smarrito tra romanticismo, verismo e soggetti settecenteschi; era comunque riuscito a ottenere una cattedra all’Accademia di Firenze. Il pittore, forse rivedendo se stesso nel quindicenne Malesci, tentò di convincere i genitori a iscriverlo all’Accademia. Tuttavia, il bilancio domestico non poteva prescindere dall’apporto di Giovanni, che rimase a Vicchio.

giovanni malesci - autoritrattoQuattro anni più tardi, un altro artista – ben più talentuoso del primo – rimase colpito dal tratto di Malesci. Alcuni parenti fiorentini, infatti, portarono un disegno del ragazzo a Giovanni Fattori (vedasi disegno di Malesci del 1903, “ritratto di giovane donna”, bozzetto allegato), che decise di accoglierlo nel suo studio a titolo gratuito.

Uomo schietto, umile e al tempo stesso orgoglioso, Fattori si era sempre tenuto alla larga dai salotti e dalle frequentazioni che avrebbero potuto garantirgli maggiore gloria e ricchezza; allo stesso modo, non aveva mai rinunciato al suo stile e alla sua concezione dell’arte per solleticare il gusto del mercato. L’unico riconoscimento ufficiale ottenuto fino ad allora era stata la nomina a professore di perfezionamento in pittura presso l’Accademia fiorentina, con un compenso di duecentoquaranta lire annue, una catasta di legna e l’uso gratuito di uno studio. In cambio di questi “privilegi”, si era impegnato a tenere a lezione uno o due scolari senza chiedere alcun compenso.

Gli allievi di Fattori appartenevano ai più diversi ceti sociali. A quelli accolti gratuitamente (spesso ben più numerosi dei due previsti), si aggiungevano infatti gli alunni privati: i primi provenivano in genere da famiglie povere, mentre quelli che potevano permettersi di pagare per ricevere gli insegnamenti del maestro avevano estrazioni più elevate. Tra questi ultimi figuravano anche i figli – e le figlie – di alcune famiglie della borghesia e della nobiltà fiorentina, non sempre dotati di talento e sincera passione per l’arte.
Fattori, non c’è da meravigliarsi, si legava soprattutto agli studenti meno abbienti, che sceglieva personalmente. Li seguiva con particolare attenzione e con maggiore severità; pretendeva da loro continui miglioramenti e non tollerava risultati inferiori alle potenzialità che intuiva in ciascuno di essi. Tanto era esigente con Malesci, quanto era indulgente, per esempio, con la contessina Della Chiesa o con Pasqualina Cervone (futura moglie del pittore Armando Spadini).

malesci_119Furono anni faticosi per Malesci: quando non era impegnato nello studio del maestro, lavorava nella bottega di carta da parati gestita dai parenti fiorentini. Tuttavia, i suoi sforzi furono ricompensati dalla sincera stima di Fattori, sentimento che presto si trasformò in amicizia. Cominciò a frequentarne la casa, dove conobbe, tra gli altri, lo scrittore Renato Fucini, la scrittrice e attivista socialista Anna Franchi e lo storico dell’arte Jacopo Cavallucci. Si guadagnò anche la fiducia della signora Fanny, terza moglie di Fattori, che poco prima di morire gli chiese di prendersi cura del marito. Nel frattempo, il giovane pittore aveva cominciato a esporre: l’esordio era avvenuto nel 1904, presso la Società delle Belle Arti di Firenze

Quando, il 30 agosto 1908, anche Fattori si spense, Malesci scoprì di essere stato nominato suo erede universale. Accolse la notizia con commozione mista a preoccupazione: accettare quell’eredità, per lui, significava impegnarsi solennemente a conservare l’opera del grande macchiaiolo e a rispettarne le volontà, compito non semplice. In realtà, nel corso della sua lunga vita, Malesci non si sarebbe limitato a tutelare da speculazioni il corpus artistico del maestro, ma avrebbe costantemente lavorato per promuoverne la memoria presso la critica e l’opinione pubblica, contribuendo in modo sostanziale alla sua rivalutazione.

malesci_116Una volta appresi e metabolizzati gli insegnamenti di Fattori, per la crescita artistica del pittore di Vicchio – e ancor prima per la sua esperienza esistenziale – furono particolarmente importanti gli anni conclusivi della Prima guerra mondiale, trascorsi sotto le armi. Sposatosi nel 1915 (e diventato padre di Anna Maria, la sua prima figlia), nel 1917 Malesci fu infatti chiamato a dare il suo contributo alla patria. Soldato semplice automobilista, visse la guerra in seconda linea, accanto al generale d’artiglieria Enrico Caviglia. Sconvolto, assistette alla rotta di Caporetto. In quanto pittore, tra un incarico e l’altro gli fu anche affidata la responsabilità dello stacco e della messa in sicurezza di un affresco del Tiepolo che impreziosiva il soffitto di una villa di Nervesa (in provincia di Treviso), operazione che condusse a termine esponendosi a gravi rischi: l’edificio, infatti, era esposto al fuoco nemico. Ben presto dal generale Caviglia, appassionato di arte, ottenne il permesso di dipingere mentre era in servizio. Nacquero così alcune delle sue opere più belle, quadri e disegni in genere di piccole dimensioni, date le condizioni nelle quali furono realizzati.

Negli anni successivi alla fine del conflitto, Malesci prese parte a numerosi eventi artistici di notevole rilievo: tra gli altri, la prima Biennale romana (1921), la Primaverile di Firenze (1922) e i concorsi Stibbert e Ussi (1924, entrambi a Firenze).

MalesciNel 1927 si trasferì a Milano, dove un anno prima le sue opere (esposte nella Galleria L’Esame insieme a quelle di Ruggero Focardi) avevano ottenuto un buon successo. Lo stimolava l’idea di confrontarsi con una realtà più ampia e meno provinciale di quella fiorentina: seppe vincere la sfida, affermandosi anche in Lombardia. Effettuò saltuarie sortite a Genova e Roma (per le Quadriennali), ma Milano era ormai diventata la “sua” città. Nel 1929 una personale alla Galleria Micheli ebbe l’onore di essere presentata da Carlo Carrà, che già aveva dedicato a Malesci parole d’elogio. Sempre nel capoluogo lombardo, il pittore avrebbe avuto la sua consacrazione nel 1949, con un’importante mostra alla Galleria Bolzani e con la pubblicazione della prima monografia a lui dedicata, curata da Giorgio Nicodemi.

Per vincere la nostalgia della regione d’origine, Malesci vi faceva spesso ritorno in estate. I suoi viaggi più importanti – almeno sotto il profilo artistico – furono però quelli che lo portarono sulle coste della Campania e poi in Bretagna, Normandia, Belgio e Paesi Bassi: alla costante ricerca di nuovi tipi di paesaggio e di diverse condizioni di luce, ampliò il suo lessico di pittore studiando i cieli e i profili di luoghi assai diversi tanto dalle colline del Mugello e dalla riviera versiliana, quanto dalle Alpi e dalla Pianura Padana. Ebbe successo anche a Bruxelles, dove, nel 1952, fu allestita una grande mostra di arte italiana che comprendeva un buon numero dei suoi lavori.
Continuò a dipingere e a organizzare mostre con grande vitalità anche dopo aver superato la soglia dei settant’anni; rimasto vedovo, si risposò al termine del 1957. Nel 1964 ebbe luogo a Milano, presso la Galleria Vinciana, l’ultima sua mostra curata personalmente.

Giovanni Malesci si spense il 12 settembre 1969, alla vigilia dell’ottantacinquesimo compleanno.

Nel 1972, la Società per le Belle Arti ed Esposizione Permanente di Milano, la Società delle Belle Arti – Circolo degli Artisti di Firenze e il Comune di Vicchio gli avrebbero reso meritato omaggio, allestendo tre grandi mostre retrospettive sotto il patrocinio del Presidente della Repubblica.

(tratto dal sito www.giovannimalesci.it)

Share. Facebook Twitter Pinterest LinkedIn Tumblr Email Telegram Copy Link
Previous ArticleGiovanni Malesci : dipinti e disegni della prima guerra mondiale
Next Article Pointeau, Stanislao. Viaggio in Mugello (1851)

Related Posts

Copertina

PERSONAGGI DEL MUGELLO – Giuseppe Baccini (1851-1922), il bibliotecario

Marzo 29, 2026
Copertina

“Fatti e personaggi dell’antifascismo e della Resistenza”, a Borgo San Lorenzo un appuntamento dedicato a Donatello Donatini

Marzo 29, 2026
Artisti mugellani

“Giuliano Vangi, il disegno”: un catalogo e una mostra in Svizzera, a Chiasso

Settembre 22, 2024
Copertina

“La nostra arte così a rischio…”, un intervento di Antonio Paolucci sul Crocifisso di Camaggiore

Febbraio 6, 2024
Copertina

“Ritratti mugellani”: la storia del professor Antonio Giovannini

Gennaio 14, 2024
Copertina

Un centro espositivo per Giuliano Vangi a Barberino? La proposta del Comune

Dicembre 21, 2023
View 2 Comments

2 commenti

  1. Pingback: Il portale della cultura del Mugello » Giovanni Malesci : dipinti e disegni della prima guerra mondiale

  2. Pingback: Un ritratto di Giovanni Malesci (1884-1969), grande pittore mugellano

Leave A Reply Cancel Reply

Facebook X (Twitter) Pinterest Instagram YouTube
© 2013 – 2026 Il Filo CF/P.IVA 05160370481 – Informazioni sul copyright
Web project by Polimedia – Siti che funzionano
  • Privacy Policy
  • Chi siamo
  • Redazione

Type above and press Enter to search. Press Esc to cancel.

Blocco annunci abilitato!
Blocco annunci abilitato!
Il nostro sito web è reso possibile dalla visualizzazione di annunci pubblicitari online ai nostri visitatori. Sostienici disabilitando il tuo blocco degli annunci.