L’ampio salone detto “araldico” per la presenza di numerosi stemmi dipinti dei Pecori Giraldi e delle famiglie che nel corso dei secoli si sono imparentati con essa, è dominato dal grande dipinto con “San Giorgio e la principessa”. Il dipinto, databile con probabilità tra il 1906 e il 1911, è opera di Galileo e allude al committente dell’opera, nonché proprietario della villa, il generale Guglielmo Pecori Giraldi che, come San Giorgio, era un militare. Il dipinto ripropone con notevole efficacia grafica e cromatica suggestioni neomedievali e cortesi di ascendenza preraffaellita, una delle fonti della cultura figurativa di Galileo Chini…
Autore: Paolo Guidotti
Costruito e decorato secondo un progetto unitario dovuto rispettivamente all’ingegnere comunale Augusto Lorini e a Tito Chini, il palazzo municipale fu terminato e inaugurato nel 1931. L’edificio presenta un’architettura sobria e lineare all’esterno, ma si concede all’interno variazioni piuttosto originali, non solo per la decorazione superficiale, ma anche tramite l’inserimento di elementi architettonici particolari. Il primo di questi è la Grande Scalea che mette in comunicazione l’atrio a pianterreno con il piano superiore e che occupa uno spazio cilindrico, richiamato dalle colonne cilindriche scanalate che ne costituiscono il corrimano e gli stipiti. Al progetto di questa scala, secondo la testimonianza…
Lungo il percorso della strada statale della Futa, e precisamente a pochi metri dal suo inizio, in prossimità della Villa delle Maschere ― attuale comune di Barberino di Mugello ―sono visibili le strutture di quello che oggi è chiamato il Castello delle Maschere. Questo palazzo nonostante presenti un aspetto anticheggiante, in quanto costruito in forme che rimandano ad uno stile tardo-medioevale, non è altro che un edificio “posticcio” fabbricato nel corso del XIX secolo dal marchese Carlo Gerini allora proprietario della soprastante villa. Tuttavia di un più datato centro fortificato ubicato nel medesimo luogo e risalente all’epoca medioevale rimangono ancora…
“Fiorenza dentro dalla cerchia antica, ond’ella toglie ancora e terza e nona, si stava in pace, sobria e pudica. Non avea catenella, non corona, non gonne contigiate, non cintura che fosse a veder piú che la persona.” Paradiso, XV MUGELLO – Così, più di 700 anni fa, il Sommo Poeta parlava di Firenze, la città da lui amata ed odiata al contempo, fonte della bellezza e “covo dell’invidia”, i cui abitanti sono stati l’ispirazione più forte per le sue descrizioni dell’istinto umano. Tuttavia, non si può parlare di Dante come di un poeta esclusivamente fiorentino, poiché è stato uno dei…
MUGELLO – Il Regno d’Italia fu proclamato nel marzo 1861, proprio 160 anni fa. Un anno prima un plebiscito aveva deciso l’annessione della Toscana al Regno di Sardegna, l’inizio del processo di unificazione che si sarebbe concluso con la Prima Guerra Mondiale. Se osservi con attenzione le lapidi murate vicino ai palazzi comunali, di solito accanto a busti di Cavour, Mazzini e Garibaldi, o comunque a marmi che ricordano i tre grandi del risorgimento italiano, ti accorgerai che non mancano tracce delle votazioni di quel plebiscito del marzo 1860. Un segno tangibile svetta dalla facciata del palazzo pretorio di Barberino…
Risultato dell’espansione edilizia del paese in direzione della Stazione Ferroviaria, avvenuta nei primi anni del Novecento, il viale della Repubblica, già viale Umberto I, presenta notevoli e numerosi motivi di interesse dal punto di vista delle decorazioni architettoniche, attribuibili alle Fornaci San Lorenzo, delle villette e delle palazzine che lo costituiscono. Al numero civico 41 , una villetta reca sulla parte superiore della facciata, coronata da una teoria di triangolini dipinti, due formelle quadrate a leggero rilievo raffiguranti un fiore stilizzato, mentre, sul lato opposto della strada, un’altra facciata possiede una semplice decorazione a quattro piastrelle azzurre a punta di…
Sulla facciata della chiesa di San Pietro a Luco, appartenente un tempo all’antico monastero camaldolese femminile, si trova una lunetta in maiolica raffigurante la Madonna col Bambino entro un tondo fra due angeli adoranti. L’iscrizione leggibile in basso informa che l’opera è stata donata nel 1930 dalla famiglia Traversi Barchielli, probabilmente nell’ambito dell’ampio restauro della chiesa, concluso nel 1932, al quale partecipò anche Dino Chini nella decorazione pittorica interna non più esistente. La lunetta non sembra recare marchi, tuttavia appare difficile non collegarla con l’attività delle Fornaci San Lorenzo, in un periodo in cui la manifattura si era orientata soprattutto…
La chiesa di Santa Maria a Olmi, di antica memoria ma risalente nel suo attuale aspetto al secolo scorso, conserva un importante gruppo di realizzazioni delle Fornaci San Lorenzo. Anche questa chiesa rimase fortemente danneggiata dal terremoto del 1919. Nel 1935 la facciata fu di nuovo ricostruita e in quell’occasione fu rifatto il suo occhio, precedentemente di forma semicircolare, e con la collocazione della vetrata che chiude l’oculo della facciata e che raffigura Cristo Re. Iconograficamente la vetrata richiama altri esempi precedenti della produzione delle Fornaci con le lunette delle chiese di Pulicciano (scheda qui) e San Martino a Scopeto,…
FIRENZUOLA – Cavrenno, a nord del Passo della Raticosa, a metà Anni ’80 del Novecento. Sulla vetta resti di un fortilizio degli Ubaldini fino al 1294, allorché fu venduto al Comune di Bologna. Fonti scritte lo citano come castello fino al 1479, quando passò ai fiorentini e fu poi completamente demolito. Al momento della ricognizione, erano visibili la base di una torre quadrangolare su cui ora c’è il basamento in cemento della grande croce, e di due cisterne per l’acqua, una più grande a sud e l’altra più piccola sul lato nord-est. In tutta l’area erano evidenti tracce di scavi…
Si tratta di un villino residenziale costruito negli anni ‘20 del secolo scorso e decorato in quegli stessi anni con un fregio in ceramica che corre su tre lati della casa a livello del primo piano. La figurazione, un tralcio vegetale sul quale strisciano delle chiocciole, si compone di singole piastrelle quadrate ed è incorniciata da motivi a spirale che alternano i colori rosso e verde. La decorazione geometrica è ripresa nella serie di piastrelline a diamante in color arancio riportate su ciascuna delle paraste che ripartiscono le facciate. La realizzazione spetta sicuramente alle Fornaci San Lorenzo, che Galileo Chini…

