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Home»Storia e storie»Il Palasaccio e il conte Guido Sagramoso a Firenzuola
3 Mins Read Storia e storie

Il Palasaccio e il conte Guido Sagramoso a Firenzuola

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La villa del Palasaccio alla fine degli anni ’30

FIRENZUOLA – Alle vicende di Firenzuola sono sicuramente legate quelle della villa del Palasaccio, una delle più importanti e belle dimore signorili della zona. Costruita, in stile neo rinascimentale, dal marchese Bernardo Guadagni nel 1908, fu da costui rivenduta nel 1918 al conte Guido Sagramoso che la utilizzerà soprattutto come residenza estiva. Questi fu una delle figure più interessanti dell’imprenditoria italiana della prima metà del Novecento. Nato a Negrar in provincia di Verona il 3 settembre 1875 da nobile famiglia, si laureò in ingegneria nel 1898. Iniziò la sua attività presso la Breda di Milano, industria meccanica specializzata soprattutto in costruzioni ferroviarie.

Ritratto del conte Guido Sagramoso

Alla morte del fondatore Ernesto, nel 1918, venne nominato amministratore delegato, carica che manterrà fino alla morte. La fabbrica sotto la sua direzione ebbe un formidabile impulso passando da poche migliaia ai ventunomila dipendenti del 1939; ampliò i campi d’interesse dell’azienda incrementando il settore areonautico, degli autocarri e delle macchine agricole e iniziando la costruzione di motrici elettriche per le ferrovie che culminò con l’elettrotreno ETR 200 considerato uno dei più belli d’Europa, sia come estetica sia come meccanica.

Carolina Greppi con uno dei figli appena nato

Il 30 gennaio 1917 si sposò con Carolina Greppi, dalla quale ebbe sei figli. La moglie purtroppo morì il 23 maggio 1939. Per ricordarla Guido istituì la fondazione Contessa Lina Sagramoso Greppi, per l’assistenza alle famiglie numerose dei dipendenti della Breda.
Nel medesimo anno ricevette, mentre si trovava al Palasaccio, la nomina a Senatore del Regno.
Durante l’occupazione nazista si oppose fieramente al trasferimento delle apparecchiature e degli operai della Breda, in Germania, tanto che fu arrestato, per un breve periodo dalle SS e rinchiuso nel carcere di San Vittore. Guido morì a Milano il 18 febbraio 1945.

Lo spirito da valente imprenditore lo applicò anche all’azienda agricola della tenuta del Palasaccio, che conobbe un importante sviluppo dovuto all’introduzione della meccanizzazione del lavoro agricolo, primo esempio a Firenzuola. Per la prima volta in paese si videro trattori e macchine agricole, alcune prodotte dalla Breda, altre che il conte si era fatto addirittura arrivare dagli Stati Uniti. La produzione aumentò a livelli inconsueti per il periodo e per questa zona di montagna avvezza a raccolti assai scarsi. La meccanizzazione ebbe anche il non secondario effetto di alleggerire la fatica che aveva perseguitato, da secoli, i lavoratori della terra. Da ricordare è anche la costruzione di una casa colonica, eseguita secondo i più moderni criteri di architettura rurale, e che sarebbe diventata, dopo quella denominata Capanna, l’abitazione dell’altro podere della tenuta, che il Conte Sagramoso chiamerà Contessa Lina, in memoria dell’amata consorte.

La contessa Carolina Greppi Sagramoso poco dopo le nozze

A testimonianza di tutto questo esiste un interessante filmato degli anni Trenta (di proprietà della famiglia Sagramoso) che costituisce un documento unico per la storia di Firenzuola e che sarebbe interessante recuperare.

La villa rimase di proprietà degli eredi fino a metà degli anni Cinquanta.
Due dei figli, Alvise e Giulio Cesare, parteciparono durante la guerra di Liberazione ad attività partigiane, nella zona di Firenzuola, e fecero parte anche del locale Comitato di Liberazione Nazionale in rappresentanza del Partito Liberale.

Sergio Moncelli
© Il Filo – Idee e Notizie dal Mugello – 17 Maggio 2020

FIrenzuola
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